Questo sito utilizza i cookies. Maggiori info

 

 

 

 

  • Facebook
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Tumblr
  • FriendFeed

À la recherche del Piccolo Editore Erotico

10 dicembre 2021

 

PIÙ LIBRI PIÙ LIBERI. 400 editori piccoli e medi a raccolta sotto la plasticosa Nuvola di Fuksas, all’EUR. Tanta gente malgrado la pioggia.

Una delusione. Chissà perché, da ‘piccoli e ‘medi’ mi aspettavo avanguardia editoriale, ricerca estetica, audacie tipografiche e grafiche, magari libri d’artista, botte di vita. No. Da uno stand all’altro – e pure gli stand sono banali – il trionfo del conformismo visivo, il paperback all’americana come modulo generalizzato, i soliti formati. Migliaia di copertine tutte eguali – una immagine ‘fantasiosa’ irrimediabilmente banale e così colorata, un titolo con tipografia logora, l’omologazione.

Gran fatica e noia a girare tra così tante identità indistinte, con l’occhio che cerca una differenza vera. Nemmeno l’ideologia aiuta. Il sindacato di sinistra o gli anarchici stampano come gli altri e pure peggio. Le università, non ne parliamo. Le editrici ‘colte’ hanno perso cultura specifica. Laterza non si può guardare. Adelphi si contempla l’ombelico e ‘innova’ con alcune collane sciatte. Cortina sobriamente noiosa. Astrolabio immutabile nei secoli. Mimesis Viella Carocci ecc: se paghi.

Uno si butta sui libri per bambini. Almeno hanno formati diversi e immagini di universi e esseri fantastici. Ma dopo un po’ sono tutti eguali anche loro. In uno stand un volumone formato in-folio grande, con dentro stampati male 4 anni di documenti, ciclostilati e immagini fotocopiate di centri sociali milanesi. Una boccata d’aria, ma ti devi arrendere: è roba degli anni Ottanta.

Ogni tanto ti fermi su qualcosa di diverso, ma quasi sempre sono microleziosità, cose carinelle e basta, così tanto curate e fatte benino, senza smagliature e rozzezze vitali.

Qua e là, qualche catalogo con testi insoliti, marginalia come si diceva tempo addietro. Amore, passione ecc ecc ecc: tanto. Erotismo: niente. Ma i piccoli editori non servivano proprio all’erotismo? E allora a che serve un piccolo editore ?

Da salvare. per grafica e catalogo: Quodlibet, di Macerata, se uno riesce a dimenticarsi cosa sta dicendo Agamben in questo periodo. Perché Quodlibet l’hanno fondata allievi di Agamben e pubblica tutto Homo sacer in tomo unico…

Se ne esce con voglia di fanzine, quelle vere, roba da strada per lettori avidi di rozzezza, ovvero di realtà (vedi sotto….) e di quasi clandestino. [enrico pozzi]

 …. questo mi piace….

…. ma questo mi piace molto di più….
  • Facebook
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Tumblr
  • FriendFeed
 
  1. Marina Tommasini

    Perfettamente d’accordo con lei. Dopo una giornata trascorsa alla ricerca del “non già noto”, me ne sono andata affranta e stanca. Ormai l’editoria ì, tutta, vuol andare sul sicuro, rischia più, non cerca nuovi autori, che pur ci sono, che hanno veramente qualcosa da dire.
    Leggerò il libro della Moscati, d’altronde parlando di Ellen West non ci si può tirare indietro. E poi anche l’altro.
    Grazie

  2. ilcorpo

    Penso di recensire presto il saggio della Moscati su Ellen West. Sarò curioso della sua opinione!

Lascia un commento

Invia ad un amico

Usa il form sottostante per segnalare questo articolo via mail