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Club dei Paranoici. La scalata di Gabanelli Milena verso il vertice a colpi di sterco del demonio

19 aprile 2012

Prosegue la lotta poderosa della Gabanelli Milena contro la puzza dello sterco del demonio. Il suo intervento più recente sulla prima pagina – come da contratto – del Corriere della sera del 15 aprile esprime ormai tutta la potenza visionaria del suo pensiero, che in questo caso è una felice sintesi di testa e di pancia.

Visione salvifica a molti livelli. Disinfettare l’Italia dallo sterco del demonio salverà il paese dalla recessione in atto. Trasformare il denaro nel segno evidente e pubblico – nuova stella gialla – della turpitudine morale e civile dell’evasore permetterà finalmente di distinguere i buoni e i cattivi in modo certo, mentre nella nostra vita quotidiana a volte siamo ancora colpevolmente esitanti. Eliminare il denaro dalla vita quotidiana salverà persino dalla morte: il povero salumiere ucciso il venerdì 13 a Ruvo di Puglia per rapinarlo di 300€ sarebbe ancora vivo se non avesse avuto lo sterco del demonio. Niente sterco niente rapine niente morte.

Cogliamo in questo moto della mente/pancia della Gabanelli Milena il segno appena nascosto di un processo più profondo che investe la sua esistenza: ovvero la conversione della Gabanelli Milena al Luteranesimo, con conseguente abbandono della sua matrice cattolica, ormai troppo lasca per il suo anelito ad un mondo senza puzza. Lutero, si sa, colse con particolare forza la natura demoniaca e cloacale del denaro e lo definì “sterco del demonio”. Ma i più ignorano un aspetto-chiave della vita di Lutero: la cosiddetta Turmerlebnis, l’esperienza della torre che lo fulminò con l’intuizione centrale del protestantesimo – la giustificazione per fede e non attraverso le opere – mentre era umanissimo utente di una latrina situata in una torre  e vi leggeva San Paolo. Dallo sterco alla cloaca al nuovo dio: questo il percorso che la Gabanelli Milena sta seguendo, e che spiega la forza altrimenti inconsulta che l’eroica giornalista sta mettendo mettendo nella sua lotta contro il demonio e la sua puzza-denaro. 

Non si è simil-Lutero per caso, ma per destino e grazia ricevuta. Viene da chiedersi quali lontane esperienze di vita, quali giochi o traumi d’infanzia, quali fantasie erotiche faticosamente tenute a bada alimentano di pulsioni vigorose quanto inconsce la crociata appassionata della Gabanelli Milena contro chi non si libera dallo sterco del demonio, se lo tiene addosso e lo manipola con osceno piacere invece di affidarsi a più igieniche e inodori carte di credito. Ma purtroppo la nostra partecipe curiosità deve fermarsi, per mancanza di indizi e reperti da interpretare. Ci si consenta tuttavia una modesta proposta di lettura: innumerevoli pagine del Divin Marchese, molte righe del Freud dei Tre saggi sulla teoria sessuale (1905), un aureo capitoletto di Karl Abraham sul carattere anale (Opere, Boringhieri). Insieme ai Discorsi a tavola di Lutero, così ricchi di spunti solo superficialmente grossolani e in realtà orientati al divino, questi pochi libretti già ci avvicinano a frammenti di verità sul mondo interno della Gabanelli Milena, altrimenti noto solo al suo auspicabile analista, da pagare con carta di credito.

Amici che conoscono bene la persona ci suggeriscono una prospettiva complementare. Da tempo la Gabanelli Milena è entrata a far parte  del Club dei Paranoici. Con la grinta che tutti le riconoscono, non si è accontenta di una semplice membership. Lei è una che vuole sempre salire ai vertici. Così da anni ha coltivato una strategia sistematica per essere e apparire più paranoica degli altri, di quel tipo assai particolare di paranoia che si nasconde dietro l’indignazione, la purezza, la legge e il bene per poter perseguitare con piacere e dominare con buona coscienza. Ha già fatto tanta strada, ha costruito un team connaturato all’obiettivo, ha creato il linguaggio e la voce stridula della santa collera del giusto, ha ottenuto sempre più megafoni per riempire dei suoi suoni sempre più gente, ha censito le vittime di cui pretendersi angelo custode. Ora è quasi ai vertici. Fosse stata Karl Kraus a Vienna, cioè intelligente complessa e libera, avrebbe meritato i quattro versi di Georg Trakl: 

Bianco ministro della verità,

Voce cristallo, dimora del gelido soffio di Dio,

Mago furente,

Sotto il cui manto fiammante risuona la cotta blu del guerriero.

 

Purtroppo è solo Gabanelli Milena, dintorni di Milano, astuta traduttrice dell’angoscia collettiva in aggressività e del dolore sociale in paranoia. Salirà sempre più in alto insieme alla paura. Si sgonfierà come un sacco vuoto quando questo paese ritroverà la fiducia di un progetto.

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