Questo sito utilizza i cookies. Maggiori info

My Sunday Picks

6 novembre 2013 - di Cristina Cenci

  • Facebook
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Tumblr
  • FriendFeed

My Sunday Picks

27 ottobre 2013 - di Cristina Cenci

I governi nell’era dei “Big Data”: democrazia ostaggio della tecnologia  [di Serena Danna, Corriere della Sera, 26 ottobre 2013,  p. 12

Morozov al telefono da Boston nell’intervista di Serena Danna:                                                                                                      « Più informazioni riveliamo su noi stessi [...] più densa e invisibile diventa la rete spinata che ci attanaglia ».
La trasparenza ci intrappola come la casa dalle mura invisibili del progetto AMAZE di YOKO ONO.

 

 

L’informazione è (molto di più) di un disegno   [di Serena Danna, La Lettura, 27 ottobre, p. 8]

Un altro sguardo sui BIG DATA, sempre di Serena Danna. Questa volta come fonte di conoscenza e di sperimentazione di rappresentazioni visive che sono sempre più un nuovo linguaggio ermeneutico e non una semplice illustrazione. Utile selezione dei 10 migliori  “visual storyteller” al mondo (giuria di qualità internazionale): Gregor Aisch, Pedro Miguel Cruz, Francesco Franchi, Giorgia Lupi, Jane Pong, Stefanie Posavec, Kim Rees, AAron Siegel, Moritz Stefaner, Jan Willem Tulp.

 

Il dottore che cercava le fiabe  [di Paolo Di Stefano, La Lettura, 27 ottobre, p. 10]

Donzelli ripubblica la raccolta di fiabe siciliane di Pitré del 1875, in quattro volumi con traduzione e testo a fronte. Medico, Pitré raccoglieva presso i pazienti, storie, fiabe, aneddoti. Un involontario storytelling terapeutico che potrebbe essere da stimolo alla medicina narrativa: un paziente che non racconta la sua biografia ma la trasferisce in un mondo di simboli e archetipi.

 

  • Facebook
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Tumblr
  • FriendFeed

My Sunday Picks

20 ottobre 2013 - di Cristina Cenci

I sei gradi di separazione? Con i social network sono diventati tre  [di Leonard Berberi, Corriere della Sera, 20 ottobre p. 27

Eman Yasser Daraghmi e Shyan-Ming Yuan della National Chiao Tung University di Taiwan riducono a 3,2 i 6 gradi di separazione di Milgram, a partire dall’analisi di 950 milioni di utenti di Facebook. Viene voglia di rileggere il geniale esperimento del 1967.

 

For Her Next Piece, a Performance Artist Will Build an Institute  [di Sarah Lyall, New York Times, 19 ottobre]

Il futuro Marina Abramovic Institute, una nuova Bauhaus o apologia di narcisismo e morte della performance art? 

 

L’Art Kanak au Quai Branly: un “événement majeur” pour Ayrault  [Le Monde, 15 ottobre] 

Il Quai Branly e la mostra kanak: interessante commistione contemporanea tra antropologia, politica e vestigia di colonialismo.

 

  • Facebook
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Tumblr
  • FriendFeed

My Sunday Picks

13 ottobre 2013 - di Cristina Cenci

Il nostro nome finisce sul barattolo. Prodotti per la generazione 2.0  [di Maria Luisa Agnese, Corriere della Sera, 13 ottobre p. 27

La lattina personalizzata è la risposta al biologico? Il biologico e il chilometro zero nascono dal bisogno di merce non standardizzata, quindi di un io non in serie. Natura vs industria diventa bellezza – identità – qualità vs massa – quantità – anonimato. Ora l’industria cerca di rispondere. Sarà efficace? Veramente il consumatore pensa di bere la sua coca cola, come se fosse un prosumer?

 

Pubblicità Google usa gli utenti  [Corriere della Sera, 13 ottobre, p. 16]

Come cercare di renderci inconsapevoli uomini (e donne) sandwich. Un aggregatore automatico di quello che senza badarci disseminiamo in giro.

 

Dave Eggers. L’ologramma della vita   [di Paolo Giordano, la Lettura, 13 ottobre,  p. 2

Eggers non sembra voler raccontare altro che la trama dei suoi libri (cosa che ovviamente ti fa passare la voglia di leggerli). Alla fine, tra le righe, unica segnalazione che incuriosisce: lo scrittore Nyuol Tong che ha curato la prima raccolta al mondo di racconti del Sud del Sudan.

 

Bansky, il graffitaro fantasma che manda in tilt New York. Dipinge di notte la città: fan e polizia gli danno la caccia [di Massimo Vincenzi, la Repubblica, 12 ottobre,  p. 20]

Con Better Out Than In finalmente Bansky restituisce la street art alla città come opera aperta, iscrizione/ferita  contraddittoria e contaminata.

 

 

 

  • Facebook
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Tumblr
  • FriendFeed

Street art, ghosts of the crisis, and charismatic madness. Jim Jones’s stickers in the streets of Rome

4 ottobre 2013 - di enrico pozzi

Sequential waves of stickers bearing a Jim Jones’s photo have been flooding many squares and streets in downtown Rome.

Reverend Jim Jones was the founder, and the terminal angel of death, of the People’s Temple, a Californian sect-church which committed suicide with a cyanide-laced soft drink on November 18, 1978. The ritual of self-destruction took place in a rural community the Temple had created in the heart of the jungle of Guyana, and had aptly named Jonestown: 908 dead, including at least 200 children, plus a few others slain and suicidal at the church site in Georgetown. (continua…)

  • Facebook
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Tumblr
  • FriendFeed

My Sunday Picks

29 settembre 2013 - di Cristina Cenci

Perilous Task of  Innovation in a Digital Age  [di Margaret Sullivan, New York Times, http://nyti.ms/19MQceA

Crociere, native advertising e multimedia storytelling: il programma di sopravvivenza del New York Times.

 

Pictures of a Day Lodged in Memory [di Holand Cotter, New York Times, http://nyti.ms/178Jvpx]

L’International Center of Photography di New York dedica una mostra alla morte di JFK in occasione del cinquantenario. La “morte del re” che non si dimentica, non solo in America. 

 

Calendar: Coming Events in New York, Edinburgh; Albuquerque [di Holand Cotter, New York Times,  http://nyti.ms/19M8VH0

Il festival di storytelling di Edimburgo rilancia la figura del menestrello, del narratore viandante e pellegrino. Il nesso tra narrazione, straniero e viaggio è tra i più interessanti da esplorare. Dal 18 al 27 ottobre.

 

A Palazzo Strozzi le radici del modernismo russo. Da Kandinky a Malevic 179 tra dipenti, sculture, oggetti

L’educazione siberiana. Riti sciamanici e spiritualità indiana. Così l’avanguardia guardava a Oriente  [di Marco Gasparetti, Corriere della sera, p.34]

Una mostra che sembra rilanciare gli sguardi ibridi: storici, artistici, etnografici. A Firenze dal 27 ottobre al 19 gennaio. 

  • Facebook
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Tumblr
  • FriendFeed

My Sunday Picks

22 settembre 2013 - di Cristina Cenci

La fotografia nell’era degli smartphone sfida la memoria

L’autoscatto del presente. Fenomenologia e ubiquità del “selfie”. Vincono (forse) vanità e banalità che però colgono lo spirito del tempo   [di Gianluigi Colin, La Lettura, p. 2] 

L’autoscatto con lo smartphone: specchio permanente e puntiforme di un’identità che altrimenti sfugge nella fluidità delle relazioni e degli schemi corporei. Come sono veramente me lo dice l’autoscatto. L’autoscato è un simulacro che dice un’assenza come nel  Ritratto dell’amante.  Oppure è il tentativo di vedere l’invisibile che siamo, come nel Fotografare l’inconscio.

 

 

Urs Fischer per il Corriere della Sera [La Lettura, Copertina] 

 

In tech we trust   [di Simon Kuper, Financial Times, 7 settembre]  

Il 7 settembre mi era sfuggito (non era domenica….). Un tweet perfetto: “Instead of developing a policy to solve a problem, people now develop an app“. 

 

 

 

 

 

 

 

  • Facebook
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Tumblr
  • FriendFeed

Street art, fantasmi della crisi e carisma impazzito. Gli sticker di Jim Jones nelle strade romane.

19 settembre 2013 - di enrico pozzi

A ondate successive, sono apparsi nelle piazze e strade romane gli sticker con una foto classica di Jim Jones.

Il Reverendo Jim Jones era stato il fondatore, e poi l’angelo della morte, del People’s Temple, un setta-chiesa californiana suicidatasi con il cianuro il 18 novembre 1978 a Jonestown, la comune creata nel cuore della giungla della Guyana: 908 morti, di cui almeno 200 bambini, più qualche altro sgozzato e suicida nella sede del Tempio a Georgetown. (continua…)

  • Facebook
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Tumblr
  • FriendFeed

My Sunday Picks

8 settembre 2013 - di cristina cenci

E’ sempre il colpevole nei libri di polizieschi [di Mariarosa Mancuso, La Lettura, p. 7] 

La Lettura dedica uno speciale al maggiordomo. Figura futile? No, al contrario, una delle grandi incarnazioni dello straniero interno. Governa la casa ma non le appartiene mai del tutto. E’ un confessore ma anche un testimone. Gli viene delegata la gestione dell’io ma  in un’imtimità anonima che rischia sempre di diventare “traditrice”, di superare cioè il confine del nostro territorio e invaderci

Due luoghi e quattro mani. Ma una sola foto [La Lettura, FUTURAMA di Irene Alison p. 6]

@ecosight è il progetto fotografico di Danny Ghitis e Daniela Zalcman che hanno in comune l’iphone, l’applicazione Image Blender e Instagram, per creare una Dreamy dissonance.

La psiconalisi ai tempi di Skype [di Luciana Sica, la Repubblica, p. 45]

Luciana Sica su La Repubblica segnala Psicoanalisi, identità e internet, a cura di Andrea Marzi. Skype può preservare il setting  meglio dello studio dell’analista? 

Le vie digitali per non essere spiati [di Daniele Salvini, NOVA, p. 14]

Sintesi molto utile dei pochi mezzi a disposizione per preservare il segreto come diritto costitutivo della persona. In agosto chiude Lavabit, il servizio usato da Snowden per proteggere le sue comunicazioni. Il Washington Post riporta tra le alternative un server italiano Autistici/Inventati (A/I), che meriterebbe una donazione già solo per il nome. Per creare invece la propria nuvola privata, NOVA segnala OWNCLOUD. Ce la faremo ad abbandonare la pigrizia criminale che ci condanna a dropbox e alla trasparenza integrale?

  • Facebook
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Tumblr
  • FriendFeed

In a little girl’s sentence, the meaning of socialization, and of the quest for earth’s end

5 settembre 2013 - di enrico pozzi

Kulusuk, East Greenland. 210 inhabitants, 450 sled dogs, tall icebergs clogging the small harbour.

S., a 6 year old non-Inuit little girl, strolls around with her sister and parents. Nearby, a newborn cries endlessly in a woman’s arms. S.’s mother wonders aloud:  ”poor little thing, who knows why he cries so much”. S., thoughtful: “Just born…, he doesn’t know where he is”. The meaning, the adventure, the freedom and the tragedy of socialization condensed into the nutshell of a child’s sentence.

We were born for too long, and we think we know too much about where we are. We depart towards distant lands and exacting last Thules, hoping to know nomore where we are, lost for a short moment, and then we rave about being born again – just for a short moment -, blank slates, travellers with no luggage. At last.

  • Facebook
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Tumblr
  • FriendFeed
 
This website uses a Hackadelic PlugIn, Hackadelic Sliding Notes 1.6.5.