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Una presa di posizione ufficiale negli USA contro lo screening prostatico per i maschi sani

Stati Uniti all’avanguardia nella medicalizzazione crescente del corpo umano, e nella resistenza contro questa medicalizzazione.

La US Preventive Services Task Force  è una struttura di esperti indipendenti che lavora per il Ministero della Sanità USA. A ottobre, ha proposto la modifica radicale dei protocolli per l’esame del PSA nel sangue. Questo esame serve a identificare ipertrofie della prostata per identificare tempestivamente possibili tumori, e viene consigliato come screening annuale per tutti i maschi oltre i 50 anni.

Secondo la Task Force, non esistono indicatori attendibili del cancro alla prostata. L’esplorazione rettale e l’andamento del PSA forniscono indicazioni ambigue, e espongono i pazienti a ulteriori indagini intrusive e a interventi di varia natura che  compromettono gravemente la qualità della vita senza prolungarla in modo significativo. Varie e ampie indagini sia europee che nordamericane convergono nello stesso risultato: non esistono differenze significative di sopravvivenza a 10 anni tra i gruppi di anziani che vengono sottoposti al test del PSA, e quelli che non lo sono. 

L’indicazione: sottoporre al test PSA solo i maschi anziani con sintomi seri.  Ovvia la rivolta del sistema medico che ha gestito solo lo scorso anno oltre un milione di interventi alla prostata sulla base del PSA. 

Si veda l’ottimo articolo del New York Times: http://nyti.ms/o3JJ5X .

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