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Corpo politico e corpo rituale in scena a Venezia: la Body Art internazionale più interessante

In corso a Venezia la più interessante iniziativa recente di Body Art al livello internazionale. Ritual Body – Political Body è il tema della 2a Venice International Performance Week, in corso a Palazzo Mora. Oltre 50 artisti conosciuti e meno conosciuti lavorano fisicamente intorno a due aspetti-chiave interconnessi del corpo come costruzione sociale: segno, sintomo, incarnazione dell’ordine e della possibilità del disordine. 

Già nel 2012 la 1a Performance Week aveva affrontato un tema potente: Corpo ibrido – Corpo poetico.
Questa volta il focus è più direttamente ancorato al rapporto tra corpo, sistemi sociali e potere, un nodo al centro del lavoro della rivista IL CORPO, di questo portale e di gran parte del gruppo di ricercatori di scienze storiche e sociali che ne fanno parte.

Live performance,  conferenze, incontri, installazioni, dialoghi/scontri con il pubblico promettono una esperienza forte, immersiva per chi lo vorrà. La Presentazione è coraggiosamente concettuale, ma anche piuttosto fragile e più arretrata rispetto al Programma. Il morphing e la metamorfosi sono ovunque, come destino biologico, come liberazione, come speranza di affrancamento del Leib dal Koerper, come modo e luogo in cui riti di potere e riti individuali si contendono l’individuo sociale.

Molti gli artisti da segnalare. Tra i più giovani, una per tutti: la body artist e performer italo-brasiliana Dani d’Emilia. Le sue performance solitarie o con il gruppo La Pocha Nostra stanno diventano sempre più potenti e ricche di senso. Averla tra gli autori de IL CORPO con la sua installazione visiva Incorporo è motivo di orgoglio. (enrico pozzi)

Venezia 2014. Dani d'Emilia con Guillermo Gómez-Peña e Roberto Sifuentes. Corpo insurrecto

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