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Paura e politica all’Università di Ginevra con Patrick Boucheron

Suscitare la paura, manipolare la paura, gestire la paura, utilizzare politicamente e socialmente la domanda di sicurezza. Da sempre la paura è una grande protagonista della politica e della costruzione del consenso. Il medievalista Patrick Boucheron, professore all’Università Pantheon Sorbonne, ne parla domani 15 maggio all’Università di Ginevra. A dimostrare l’atemporalità del tema ‘paura’ e del suo uso politico, Boucheron partirà dagli straordinari affreschi di Ambrogio Lorenzetti nel Palazzo Pubblico di Siena: l’Allegoria ed Effetti del Buono e del Cattivo Governo (1338-1339). Titolo della conferenza: Conjurer la peur. Images et politique à Sienne au Moyen Age. L’anno scorso ha pubblicato un volume su questo argomento da Seuil.

Boucheron è bravo. Da non perdere, in una fase storica e sociale in cui la paura e i suoi usi sono protagonisti dominanti della vita pubblica. Ore 18.30-20.30, ingresso libero. http://www.unige.ch/rectorat/maison-histoire/grandesconferences.html 

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I biologi sono poco interessati ai genitali femminili

Si studiano il pene dell’ostrica, del pollo, delle lumache di mare, ma poco le vagine.

Una ricerca  pubblicata su Plos Biology e raccontata sul blog di Nature misura in modo dettagliato il bias.

Su 364 studi sull’evoluzione dei genitali pubblicati tra il 1989 e il 2013, solo l’8% si focalizza sui genitali femminili contro il 48% dedicato ai genitali maschili. Il 44% studia entrambi. Il fenomeno non è vecchio, si rileva anche negli studi più recenti e sembra essere indipendente dall’appartenenza di genere dello studioso. I motivi non sembrano neanche di natura scientifica: la varietà e complessità dei genitali femminili dovrebbe giustificare un interresse pari a quello dei genitali maschili. E allora? Le ragioni sembrano più di sociologia della conoscenza, associate alla costruzione sociale dei topic scientifici. E’ la vita lunga delle rappresentazioni collettive. Ancora agli inizi del ’700, gli organi sessuali femminili della donna erano considerati una versione interna e imperfetta degli organi maschili. Queste rappresentazioni sono forse ancora sullo sfondo dei protocolli e delle abitudini di ricerca della biologia, e non solo.

 

 

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A Ginevra un Workshop interdisciplinare sul corpo e la storicità delle emozioni

Dal 20 al 22 Ottobre 2014 si svolgerà a Ginevra un affascinante Workshop interdisciplinare sulle emozioni. La molteplicità degli approcci e l’originalità della proposta teorica lo rendono un appuntamento di grande interesse per chi si occupa della costruzione sociale del corpo, della storicità delle sue manifestazioni e delle matrici emozionali del suo esser-corpo. Emotional Bodies: A Workshop on the Historical Performativity of Emotions. Per una breve presentazione si veda http://wp.me/p49jRq-2dg . Ulteriori informazioni si posso chiedere via mail a emotionalbodies@gmail.com. C’è tempo fino al 1 luglio per proporre un intervento. (enrico pozzi)

 

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La sessualità dei migranti: una giornata di lavori a Friburgo il 9 maggio

In Italia e in Europa, la sessualità dei migranti recenti e degli immigrati relativamente stabilizzati è ormai un nuovo protagonista imprescindibile della sessualità sociale. Molti stereotipi e autostereotipi, poche ricerche serie, pochi collegamenti tra l’indagine psicosociale e sociomedica da un lato e l’esperienza quotidiana di chi lavora nei contesti di immigrazione. Cruciale il problema dei comportamenti giovanili e del loro impatto sulla diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili. A questo aspetto è dedicato l’incontro “Santé sexuelle et migration”, organizzato dalla Université de Neuchâtel e dalla Haute Ecole fribourgeoise de travail social. Iscrizione obbligatoria. I dettagli in http://www.hes-so.ch/fr/journee-scientifique-sante-sexuelle-migration-3566.html

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il 15 Marzo a Bergamo una articolata lettura psicoanalitica del corpo dell’adolescente

Il Centro Milanese di Psicoanalisi ha organizzato il 15 Marzo a Bergamo una giornata di lavori su quel complesso cortocircuito dinamico che è il corpo dell’adolescente. Belli il titolo e i sottotitoli: Il corpo che vorrei. Adolescenza e trasformazioni corpo-mente. Una lettura psicoanalitica. I relatori sono per la maggior parte persone interessanti. Stessa cosa per i titoli degli interventi. I costi vanno da un massimo di 89€ a 25€ per gli studenti universitari. La giornata dà punti ECM e altri crediti formativi. 

Finalmente la SPI si è accorta del web e della partita (continua…)

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La body artist Dani d’Emilia e la pelle attraversata. Una nuova Gallery de IL CORPO

La body artist italo-brasiliana Dani d’Emilia e la fotografa Angela Alegria mettono in scena il paradosso della pelle: trasparenza opaca, tramite e ostacolo, interno che incorpora l’esterno. Il loro progetto in progress si chiama per l’appunto Incorporo. La Gallery de IL CORPO raccoglie  una sequenza di immagini che Dani ha scelto dal suo progetto. Sono immagini potenti ed euristiche. 

Dani d'Emilia

Questa Gallery Incorporo prosegue l’interesse della rivista e del suo gruppo di lavoro per il grande tema liminale della pelle: l’altra Gallery Sotto la pelle, le pelli malate di Pelle impura fin-de-siècle nel n. 1/12 de IL CORPO,  e nello stesso numero l’immaginario sociale della psoriasi nelle comunità virtuali di malati sul web 2.0, il diafano dei mai-nati fotografati da Simone Casetta al Forlanini (n. 2/13), la pelle psoriasica di Marat nel Marat-Sade di Peter Brook ecc. 

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Parigi. Al Musée Dapper due mostre da non perdere

A pochi metri da Avenue Foch, il Musée Dapper è uno dei gioielli meno conosciuti della Parigi etnoartistica e etnoculturale. Piccolo, è costretto a evitare le ipertrofie e a selezionare con coraggio. Raccolto ed elegante, concentra l’attenzione e valorizza i propri contenuti. Molte attività, e almeno una mostra importante ogni anno. In realtà le mostre sono di solito due: una più ampia, ‘storica’ e accuratamente etnografica; l’altra , simultanea e nella prima saletta, dedicata a creazioni  e artisti contemporanei.

Da non perdere le due mostre in corso ora. Nella sala grande, quasi 150 maschere e oggetti collegati ai riti di iniziazione nel bacino del Congo. Le forme simboliche e le cosmogonie possono variare, ma le logiche rituali del passaggio sono ancora e sempre quelle identificate nel 1909 da Van Gennep. Straordinario quello che si vede, in un equilibrio maturo tra precisione filologica e dimensione estetica. Non si raggiunge la ricchezza e potenza della Mostra sul Vaudou alla Fondation Cartier (la collezione Kerchache), ma l’impatto è emozionante.  La maggior parte dei pezzi viene dal Musée Royal de l’Afrique Centrale di Tervuren (Belgio), chiuso fino al 2017 per lavori di ristrutturazione. 

Nella saletta d’ingresso, le maschere di Romouald Hazoumè, (continua…)

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Call for papers: un numero monografico di Porn Studies su Razza e pornografia

Porn Studies è la prima rivista scientifica internazionale dedicata alla analisi multidisciplinare della pornografia. Le pubblicazioni iniziano nel 2014. Il tono è decisamente sul serioso e sul “utile per fare carriera”, con tanto di peer review come si deve tra le riviste per bene, promessa di impact factor,  editore per cose serie (Routledge), ecc. Per fortuna i curatori sottolineano che anche artisti e operatori della industria del sesso possono dare contributi.

E’ in programma un numero monografico su un tema importante: l’intreccio tra razza e pornografia. In quali e quanti modi l’immaginario razziale entra nella produzione sociale di rappresentazioni della sessualità che chiamiamo ‘pornografia’? I loro specchi incrociati mettono in evidenza con grande efficacia le strutture latenti che governano sia il primo che le seconde. 

C’è tempo fino all’8 gennaio per mandare una proposta: un buon modo per vivacizzare le feste in arrivo. L’eventuale testo finale andrà consegnato entro il 15 aprile.   Contatto: 

Dr. Mireille Miller-Young, Department of Feminist Studies, 4631 South Hall, University of California, Santa Barbara, CA 93106  USA

Email: mmilleryoung@femst.ucsb.edu.

Per facilitare, ecco di seguito il call for papers (continua…)

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La narrazione come cura: il libro di Giorgia Biasini

Il libro di Giorgia Biasini Scriverne fa bene. Narrare la malattia, curarsi con un blog verrà presentato il 5 dicembre alle ore 18 nel quadro di  Più libri più liberi,  al Palazzo dei Congressi di Roma. L’autrice racconta l’esperienza personale di oltreilcancro.it blog comunità online che trasforma il cancro da destino indicibile a malattia che la narrazione può aiutare a dire e a vivere come percorso di consapevolezza e condivisione.

All’incontro intervengono Ritanna Armeni, giornalista, scrittrice e conduttrice tv, Maria Teresa Gamucci, direttore dell’unità complessa di oncologia della ASL di Frosinone e Stefania Polvani, sociologa e direttore del servizio educazione alla salute della Asl 10 di Firenze.

L’evento è sostenuto da Pfizer nell’ambito della campagna di comunicazione e impegno sociale Viverla Tutta, che promuove il tema della medicina narrativa.

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La rivista Ombre rosse, 1a serie, in libero accesso nella sezione Materiali

In libero accesso nella sezione Materiali di questo sito, la 1a serie di Ombre rosse, una delle più significative esperienza di riflessione critica sul cinema sullo sfondo del ’68. La 1a serie – 8 numeri – è stata il momento della libertà e delle contraddizioni. Vennero poi le certezze dell’ideologia compatta, la 2a serie, tanti numeri, tanto ordine, e non poca noia: lasciamola alle biblioteche e ai puri di mente.

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