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Le ‘feste dei poveri’ del Sud nelle foto di Annabella Rossi di enrico pozzi

Libro prestato e mai restituito, uno dei molti pegni di un rapporto finito. L’ho inseguito per anni su ebay, Abebooks ecc. Non la brutta riedizione Sellerio, ma la prima, quella Laterza. Alla fine l’ho trovato, ingiallito quanto basta. Cercavo le foto. Avevo paura di un ricordo idealizzato. Invece ho provato lo stesso piacere di allora, [...]

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Follia artica. Il ventre psicotico dell’antropologia di enrico pozzi

Partiamo dal racconto di Pierre Déléage, La folie arctique. Émile Petitot, francese, Oblata di Maria Immacolata, parte come missionario in Canada nel 1862. La sua destinazione finale è la piccola missione cattolica di Nostra Signora della Buona Speranza, in terra Dene, annessa al Fort Good Hope, sul fiume MacKenzie, area del Great Bear Lake. Qui [...]

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Diagnosi e destino. Un tema potente, appena sfiorato di enrico pozzi

Vittorio LINGIARDI, Diagnosi e destino, Torino, 2018, Einaudi, pp. 130 Un pastrocchio di libro. Avevo cominciato a leggerlo, e dopo poche pagine l’avevo lasciato cadere. Poca tensione concettuale, l’approssimazione, le banalità sul rapporto medico-paziente. Andato su Wikipedia a vedere chi fosse l’autore: enfatico, “un gigione” pensai. Poi la SPI ha deciso di assegnargli il Premio [...]

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La morte di Igor Maj, anni 14. Lutto, paranoia, e l’ideologia politica come sistema delirante di enrico pozzi

Il 6 settembre 2018 Igor Maj, 14anni, viene trovato impiccato a casa, nella semiperiferia di Milano. Si pensa al suicidio. Emerge via via un’altra ipotesi: il ‘gioco’ del blackout, soffocarsi fino a al limite estremo dello svenimento, lanciato da centinaia di siti sul web. Il ragazzo lo ha tentato in solitaria ed è rimasto ucciso [...]

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Il principe Myškin, l’epilessia e l’algoritmo di enrico pozzi

 Nuovo Cinema Palazzo, San Lorenzo, Roma. Sala buia. Un grande schermo. Davanti, su quello che sembra un supporto, la silhouette di un corpo di donna.  Sul ‘palcoscenico’, in accappatoio, il corpo di cui quel corpo è la silhouette. Francesca Fini si toglie l’accappatoio e, nuda, va a collocarsi dietro la sua silhouette. Una assistente adatta [...]

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Pensare da nazisti? Una cartografia concettuale di enrico pozzi

Johann CHAPOUTOT, La legge del sangue. Pensare e agire da nazisti, Torino, Einaudi, 2016, pp. 463, € 32 Nulla di ciò che si legge in questo libro è nuovo. Eppure via via il nazismo – il pensare da nazisti – diventa in qualche modo una scoperta. Non sono nuove le articolazioni della visione del mondo [...]

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Congiure complotti e paranoia. Una riedizione ancora utile

A. CAMPI, L. VARASANO (a cura di), Congiure e complotti. Da Machiavelli a Beppe Grillo, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2016, €16 Un presentimento: toccherà occuparsi sempre più della paranoia come modello ordinatore del sociale, e del discorso paranoico come forma princeps del discorso pubblico.  L’era delle ideologie nascondeva l’organizzazione paranoidea del pensiero dietro la nuvola dei [...]

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E. Borgna sprofonda (inutilmente) in Simone Weil. Ovvero, odiare divorando d’amore di enrico pozzi

Eugenio BORGNA, L’indicibile tenerezza. In cammino con Simone Weil, Milano,  Feltrinelli, 2016, 18€ Generoso, questo libro di Eugenio Borgna su Simone Weil. Disperatamente empatico. Eppure inutile. Borgna (ma avevo scritto Sbornia – potenza interpretativa dell’inconscio…) si disperde nel suo oggetto, e in questo modo perde l’oggetto. Dopo 218 pagine verbosamente appassionate, Simone Weil rimane lontana, [...]

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La narrazione interminabile di Ellen West. Un libro da leggere di enrico pozzi

M. BETTONI POJAGHI, L. CAPOCACCIA, A. CIOCCA, F. M. FERRO, M. RIZZO, “Un’altra volta, ancora”. Nuove riflessioni su Ellen West, Roma, Giovanni Fioriti Editore, 2013, 18 € Pochi ma potenti fantasmi carsici di donna scandiscono la storia della psicoanalisi e dintorni. Anna O., Emmy von M., Lucy R., Elizabeth von R., Dora, l’Aimée. Acronimi zavorrati [...]

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L’etnocentrismo critico come hybris tragica. Una installazione di V. Padiglione di enrico pozzi

  L’installazione. Tre frammenti.   In primo piano un corpo-feticcio composto da centinaia di oggettini vari, che rimandano tutti all’etnico: bamboline multicolori di ogni continente, boccette, amuleti, borse esotiche, calebasse, pannocchie, manioc, braccialetti e collane, ecc. Il corpo è abbandonato a terra, morto e/o esposto, totalmente vulnerabile, senza pelle dunque senza più interno o esterno, [...]

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