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La psoriasi e i fantasmi della natura nel social web

24-11-2011
update 05-05-2014

I dati epidemiologici segnalano il rifiuto della medicalizzazione da parte di chi è affetto dalla psoriasi: una patologia che non si vuole pensare come malattia. Questa ricerca esplora le rappresentazioni sociali alla base di questo rifiuto a partire da un corpus di conversazioni pubblicate in forum e social network. L'intero corpus analizzato è disponibile qui, per altri studi e punti di vista.

Nella rappresentazione sociale la pelle non è un organo del corpo ma quel luogo «in cui si decide l'Io» (Michel Serres).  

La pelle è al tempo stesso il contenitore e il confine dell'Io. Si può immaginare più facilmente un trapianto di cuore che un trapianto totale di pelle, fantasma che ricorre spesso nei film horror.

La pelle trasforma il corpo da insieme di organi a forma e figura irripetibile di un individuo. Conferisce unità e integrità.
E’ il luogo di confine e negoziato tra l’Io e il Mondo. Impedisce che il dentro fuoriesca e regola l'accesso del fuori al dentro. Costruisce e regola i rapporti tra il territorio dell’Io e l’esterno dall’Io.
Cosa accade quando la pelle viene aggredita, ferita, intaccata, come avviene nella psoriasi?
Qual è il vissuto profondo di una malattia che non aggredisce un organo ma un’identità?
La pelle della psoriasi nasconde o rivela? Cosa rimane delle funzioni di integrità, contenitore e confine della pelle quando diventa pelle psoriaca?
L’analisi delle conversazioni spontanee in rete consente di approfondire meglio l’immaginario, le paure, i fantasmi legati a questa malattia speciale perché sociale.
La ricerca è stata presentata al Congresso Nazionale dei Sociologi Francesi a Grenoble (2011), nel quadro del Gruppo di Lavoro RT 17, Gestion politique du corps et des populations.