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La morte impossibile e il cadavere conteso di Pino Daniele

La morte impossibile e il cadavere conteso di Pino Daniele
22-01-2015
update 22-01-2015

La notte tra il 4 e il 5 gennaio muore per arresto cardiaco il cardiopatico cantautore Pino Daniele, dopo una inutile corsa nella notte verso Roma.

Una serie di ambigui riti funerari avvolge il cadavere. L'appartenenza ibrida e la tomba impossibile: Roma e Napoli si contendono le esequie e il doppio funerale, come per Totò e per cancellare un tradimento. L'omicidio (colposo?) che si vuole impadronire della morte (naturale): l'ex-moglie contro la compagna, l'indagine della Procura di Roma. Il cadavere aperto allo sguardo sociale: l'autopsia. L'immortalità del "corpo naturale" della star (Kantorowicz) presa in carico dal suo "corpo politico": l'assalto dei fan alla camera ardente, il malore di De Piscopo, i fischi a D'Alema e il selfie con la salma, il flashmob di 100 mila persone in Piazza Plebiscito a Napoli. 

Intorno a tutto questo, la presenza attiva di un nuovo "corpo politico" parallelo, tramite la condivisione del lutto online. Nei 200mila tweet di addio pubblicati la settimana successiva al decesso c'è tutto quanto detto prima e molto di più: gli omaggi degli amici famosi e i seni osceni di Belen Rodriguez, i proclami di amore per la "terra mia" e gli auguri di morte rivolti al successore designato (il neomelodico Gigi D'Alessio). Un nuovo e importante materiale di ricerca sul "doppio corpo delle star" e sulla loro morte impossibile messo a disposizione da ILCORPO per chi voglia capire meglio quale immaginario tesse le nostre rappresentazioni.

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