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  • Ingeborg Bachmann

    (Klagenfurt, 1926 – Roma, 1973) è stata forse la più importante scrittrice in lingua tedesca del secolo scorso. Intensi i suoi rapporti con l’Italia. La maggior parte delle sue opere è tradotta in italiano. Nel 2010 è stata pubblicata la seconda edizione della raccolta relativamente completa dei suoi scritti e testi: Werke, 4 voll., München, Piper.

    Variazioni sul confine

    Tre frammenti poetici della sua interminabile esplorazione del/sul confine

  • Claudia Benthien

    insegna Studi Letterari all’ Università di Amburgo

    Penetrazioni. Confini corporei e sapere medico

    Fino al XVII e XVIII secolo il corpo veniva percepito come ‘aperto’. La pelle era una superficie ‘porosa’ intrecciata con il mondo esterno. A partire dalla fine del Settecento, il corpo diventa invece sempre più un corpo individuale ‘chiuso’ e delimitato. Cambia in parallelo la rappresentazione della superficie del corpo. Ora la pelle è un confine forte, la definizione concreta dell’individuo-monadeQuesta trasformazione duratura modifica il modo in cui vengono viste le malattie
    della pelle dallo sguardo medico e dal senso comune. Nasce così la dermatologia moderna. L’autrice illustra questo processo attraverso materiali visivi, letterariscientifici.

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    Diario paranoico-critico

    Eros di gruppo: il dentro e il fuori del desiderio. La morte di Judith Malina e la fine del Living Theater. L’irresistibile decadenza di due body artists: Marina Abramovic e Paul McCarthy. La Rainbow Family di Jim Jones. Il ritorno di Ernesto de Martino (in Francia…) con La fine del mondo. Catastrofi, etnocentrismo critico e hybris. Il corpo del migrante in una installazione di Vincenzo Padiglione.

  • Vincenzo Padiglione

    Vincenzo Padiglione è docente all’Università di Roma “La Sapienza”. Ha curato l’allestimento di numerose mostre e musei tra cui EtnoMuseo Monti Lepini (Roccagorga, Lt); il Museo del Brigantaggio (Itri, Lt); Ludus, Il Museo Etnografico del Giocattolo (Sezze, Lt); in coll. con F. Caruso, Il Museo del Brigantaggio dell’Alto Lazio (Cellere, Vt). Dirige dalla sua fondazione (2001) la rivista AM - Antropologia museale. Ha realizzato video etnografici e pubblicato numerosi saggi e libri, tra i quali Storie contese e ragioni culturali. Catalogo del Museo del Brigantaggio (Itri 2006); (in coll. con P. Clemente) Oggi nel corso della vita. Riti di passaggio oggi. Mostra collettiva di installazioni etnografiche (Roma 2013). Sta curando l’allestimento di una mostra/installazione basata sulla sua collezione di maschere: Stravolti. Maschere abitate e altri eccessi sociali, Castello di Rocca sinibalda (Rieti), apertura a metà ottobre (http://www.castelloroccasinibalda.it).
    Altre notizie in http://dip38.psi.uniroma1.it/dipartimento/persone/padiglione-vincenzo
     

    Il corpo del migrante

    Nel Castello di Rocca Sinibalda una inquietante installazione intorno al corpo del migrante

  • Sander L.Gilman

    insegna Psichiatria alla Emory University (USA). Tutta la sua importante attività scientifica ruota intorno alla medicina e all’intreccio tra rappresentazioni mediche e immaginario corporeo, con una attenzione particolare per gli stereotipi visivi e iconici. In parallelo, ha anche studiato metodicamente le rappresentazioni della ebraicità, le immagini dell’Ebreo, e l’intreccio tra ebraicità e il pensiero di Freud. Ha pubblicato oltre 80 saggi. Nel 2007 è stato nominato Membro Onorario della American Psychoanalytical Association.

    L'assassino ebreo. Jack lo Squartatore, la razza e il genere

    Le rappresentazioni sociali fin de siècle della Prostituta costruiscono il suo corpo come il contenitore ultimo della sessualità distruttiva e del contagio mortale. Anche il corpo dell’Ebreo è carico di degenerazione sessuale e di pericolosità sociale legate alla sifilide e alla mutilazione rituale del pene. Come la Puttana e tramite la Puttana l’Ebreo si contagia e contagia. Il denaro è il loro denominatore comune, l’espressione concreta della loro simmetria distruttiva. Jack lo Squartatore è il punto d’incontro del contagio: contagiato a morte, infligge morte alla Puttana colpevole del contagio. Doppio distruttivo e distrutto della Puttana per l’immaginario collettivo non può che essere Ebreo, l’assassino ebreo, come l’Autore mostra a partire da un’ampia raccolta di materiali diversi.

  • Enrico Pozzi

    è docente universitario, psicologo sociale e psicoanalista (SPI/IPA). Si occupa di tutto ciò che sta alla frontiera tra individuo e sociale. Ha diretto la 2a serie de IL CORPO. Sito: www.enricopozzi.eu

    Cannibalismi politici

    Cinque libri che rimandano a modulazioni politiche di cannibalismo. A Tartu, capitale dell’Estonia, la leggenda urbana, ancora oggi attiva, di una fabbrica in cui i Sovietici occupanti producevano salsicce con la carne della popolazione locale. In Italia, il tema dei comunisti che mangiano i bambini, la sua presenza nell’immagionario, il suo uso politico ; purtroppo in un saggio mediocre. La Madre Patria che nella Grande Guerra divora pezzi di corpi dei suoi figli maschi producendo la figura, il ruolo e lo status politico del ‘mutilato di guerra’. A Treblinka l’annientamento divorante di milioni di persone inghiottiti dai forni-moloch e restituiti come detriti di carne. A Nazino, sulla «isola dei cannibali », l’altra modalità dello sterminio in nome della «purificazione sociale» sovietica, con altri corpi posseduti per divoramento. Il fil rouge di tutto questo è il sole nero della dialettica dell’illuminismo (Horkheimer, Adorno).

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