ENRICO POZZI insegna Psicologia Sociale all'Università di Roma ed è psicoanalista (Società Psicoanalitica Italiana). Ha pubblicato Governare l'immaginario. Ovvero, Warburg guarda la TV, sul ruolo dell'immaginario, del mito, dell'inconscio e del corpo nella comunicazione politica televisiva agli inizi della cosiddetta Seconda Repubblica.
Si occupa in questo momento del problema dell'obbedienza a ordini disumani.
Il rischio del caso
Il caso di Dora è la prima grande narrazione clinica di Freud. L'analisi delle sue strategie testuali
indica a quali torsioni deve piegarsi la scrittura se vuole 'dire' in qualche modo l'inconscio e la complessità del racconto a due e a molti che si costruisce nella relazione analitica; per l'appunto, a livelli diversi, il rischio del caso.
Ha studiato Scienze della Comunicazione all'Università di Roma I. Sta preparando con Francesco D'Orazio una indagine filmata sui Raeliani.
Corpi dell'alieno
Una classificazione dettagliata e un'analisi delle rappresentazioni dei corpi dell'alieno nell'immaginario collettivo. Il corpo extraterrestre riflette le ambiguità della nostra esperienza dei corpi e il nostro negoziato tra identità e diversità.
Ha studiatoScienzedellaComunicazioneall'Università di RomaI. Stapreparando con Francesco Dimitri una indaginefilmatasuiRaeliani.
Apocalisse in dub. La manifestazione del sacro nelle messe di Aba Shanti I
Le performance reggae di Aba Shanti I in Inghilterra vengono analizzate come un rituale di produzione del sacro. L'intreccio di dispositivi musicali sofisticati (il sound system), codici simbolico/religiosi (ras tafari) e tecniche dell'estasi trasforma uno spettacolo in una ierofonia.
È ricercatrice presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'università di Roma 'La Sapienza'. Si dedica da molti anni allo studio delle tradizioni teatrali della Cina e del Giappone e delle problematiche relative alla nozione di performance. Ha pubblicato: L'attore e lo sciamano, esempi di identità nelle tradizioni dell’Estremo Oriente (Roma 1984); Introduzione allo studio del teatro giapponese (Milano 1994); Lo spettatore, I'antropologo, il performer (Roma 1999) e numerosi saggi su riviste specialistiche.
Corpo recessivo e 'in-corporazione' : la proposta della danza Buto
Attraverso tecniche complesse di decostruzione corporea (il corpo nudo coperto di bianco, le posizioni che deformano il corpo senza mai fermarlo, il volto modificato e contratto fino al grottesco) il performer cerca di produrre un vissuto corporeo antecedente al linguaggio e alla socializzazione.