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  • Maria Grazia Calandrone

    poetessa, drammaturga, performer, autrice e conduttrice di programmi culturali per RAI Radio 3,
    critica letteraria per il mensile internazionale “Poesia” e per il quotidiano “il manifesto”. Tra i suoi
    libri di poesia più recenti : Sulla bocca di tutti (Crocetti, 2010 – premi Napoli, Prata e Città di Sassari),
    Atto di vita nascente (LietoColle, 2010), La vita chiara (Transeuropa, 2011). Ha scritto testi teatrali
    per Sonia Bergamasco e frammenti poematici intorno alla Guerra Civile Spagnola per la compagnia
    internazionale “Théatre en vol”. Nel 2012 ha fatto parte del progetto RAI TV “UnoMattina Poesia”,
    ed è stata vincitrice del Premio Haiku dell’Istituto Giapponese di Cultura. Collabora con La 27ora
    (Corriere della Sera). La sua poesia è tradotta in: ceco, francese, giapponese, greco, inglese, iraniano,
    portoghese, russo, serbo, siriano, spagnolo, svedese, tedesco e turco.  

    Petizione per il rilascio dell’Alba
  • Vincenzo Padiglione

    Vincenzo Padiglione è docente all’Università di Roma “La Sapienza”. Ha curato l’allestimento di numerose mostre e musei tra cui EtnoMuseo Monti Lepini (Roccagorga, Lt); il Museo del Brigantaggio (Itri, Lt); Ludus, Il Museo Etnografico del Giocattolo (Sezze, Lt); in coll. con F. Caruso, Il Museo del Brigantaggio dell’Alto Lazio (Cellere, Vt). Dirige dalla sua fondazione (2001) la rivista AM - Antropologia museale. Ha realizzato video etnografici e pubblicato numerosi saggi e libri, tra i quali Storie contese e ragioni culturali. Catalogo del Museo del Brigantaggio (Itri 2006); (in coll. con P. Clemente) Oggi nel corso della vita. Riti di passaggio oggi. Mostra collettiva di installazioni etnografiche (Roma 2013). Sta curando l’allestimento di una mostra/installazione basata sulla sua collezione di maschere: Stravolti. Maschere abitate e altri eccessi sociali, Castello di Rocca sinibalda (Rieti), apertura a metà ottobre (http://www.castelloroccasinibalda.it). Altre notizie in http://dip38.psi.uniroma1.it/dipartimento/persone/padiglione-vincenzo

    Il corpo meraviglioso del brigante italiano

    Il corpo del brigante italiano è visto come un artefatto della cultura visuale dell’Ottocento. Il fascino di questo prodotto di grande successo è simmetrico alle ragioni che nello stesso periodo decretavano lo sterminio dei briganti. L’articolo insegue le logiche interne dei principali contesti culturali che hanno inventato e alimentato il brigantaggio come fenomeno dell’Italia unita. Cerca le tracce presenti nel costume e gli indizi fissati nelle posture delle rappresentazioni del brigante. L’analisi si concentra sulla dinamica storica, le risonanze culturali, le trasformazioni della scena artistica, ma anche le politiche locali di patrimonializzazione. La ricostruzione utilizza i testi narrativi e le stampe e gli olii come etnografie visive: documenti capaci di rilevare e trasmettere pertinenti e significativi contesti artistici e popolari

  • Francis Galton

    Naturalista, statistico, antropologo, fotografo, esploratore, scalatore, Francis Galton (1822-1911), cugino di Charles Darwin, fu l’ultimo dei grandi scienziati ‘totali’ dell’epoca vittoriana. Fece viaggi di esplorazione nell’Africa sud-occidentale (1845-46, 1850: ancora oggi in Namibia si attraversa il Galton Gate), si occupò di meteorologia, antropologia fisica (scoperta e codifica delle impronte digitali), acustica fisiologica (soglia di udibilità ecc). Ma il suo nome è legato soprattutto agli studi sulla ereditarietà biologica e sui gemelli, per i quali introdusse importanti innovazioni statistiche, tecniche di indagine insolite e originali, nonché la metodologia fotografica del ritratto composito.

    Indagini statistiche sull’efficacia della preghiera

    Pubblicato nel 1872, questo scritto di Francis Galton è il primo tentativo di misurare statisticamente l’efficacia della preghiera attraverso il confronto di alcuni indici oggettivi applicati a gruppi sociali probabilmente oranti e probabilmente non oranti

  • Enrico Pozzi

    è docente universitario, psicologo sociale e psicoanalista (SPI/IPA). Si occupa di tutto ciò che sta alla frontiera tra individuo e sociale. Ha
    diretto la 2a serie de IL CORPO. Sito: www.enricopozzi.eu

    La Prière di Man Ray (1930) è una rappresentazione iconica delle strutture profonde e latenti dell’atto di preghiera. L’icona riprende le forme classiche dell’adorazione orante e le capovolge. Il volto è sostituito dal sedere, la bocca dall’ano, la parola dalla flatulenza, la mente/cuore dal ventre. La comunione mistica tra uomo e dio è una sodomizzazione proposta/cercata, l’atto di sottomissione è un invito erotico, il faccia-a-faccia è un rapporto a retro con l’invisibile, le mani preganti si congiungono sull’ano, le palme offerte sono le piante dei piedi. La reciprocità tra l’orante e dio è una corrente di desiderio. Lo Spirito è luce lunare che carezza senza calore e sterilmente. L’atto di preghiera ritrova la carne di cui è carico. I traduttori di questo incontro del nulla col nulla sono E. Jones, M. Schneider, G. van der Leeuw, H. Bellmer, M. Bachtin, R. Otto, M. Eliade, il culo di Lee Miller, Kiki de Montparnasse, e Man Ray stesso. 

  • Tre libri da leggere: l’invenzione della Scozia, il corpo del santo Berlusconi, la palude dei chierici italiani...
  • Robert Penn Warren

    (1905-1989) è stato poeta, romanziere e critico letterario. Due volte vincitore del premio Pulitzer, è noto soprattutto per All the King’s Men
    (1946), espressione romanzata dell’ascesa e morte del leader populista radicale Huey Long, governatore della Luisiana. Le due poesie riprodotte qui sono una potente riflessione sul rapporto tra potere assoluto, fato e morte. Andrebbero lette ricordando le pagine di Tacito sulla morte di Tiberio negli Annales.

    Due brani da Svetonio

    Due potenti meditazioni poetiche sul potere: Apologia di Domiziano e Tiberio a Capri