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Lombroso a Palazzo Chigi: la fisionomia dell’Evasore Fiscale

22 gennaio 2012 - di enrico pozzi

Per mia colpa visto solo ieri lo spot di Palazzo Chigi (Governo Berlusconi) contro l’Evasore Fiscale.

In breve: è ripugnante, ha le orecchie a punta (spook/Captain Spock), sporco, barba non fatta, puzza, sguardo obliquo, torvo, violento, arrogante, fronte bassa, basettone coatto/sottoproletario, brevilineo, grassottello. Localizzazione: il Casertano, lo hinterland di Napoli. Scuola dell’obbligo o diploma. Parla il dialetto. Camorrista.

Suggerimenti per il prossimo: severo, dignitoso, elegante, loden, fronte alta, pulito, occhiali da intellettuale, biondo, occhi chiari e trasparenti, sguardo tranquillo,magro, sobriamente bello, longilineo. Localizzazione:  area subalpina, Lombardia, Piemonte, Veneto. Usa il congiuntivo. Laurea. Parla l’inglese. Manager.

Alla Presidenza del Consiglio non hanno mai sentito parlare della criminalità dei colletti bianchi (del Nord).

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Avvelenare i propri figli: il progetto politico dell’Evasore Fiscale secondo il Presidente del Consiglio Monti

18 gennaio 2012


 

Corriere della sera, 19 gennaio 2012

Monti ha dichiarato alla Radio Vaticana che “gli evasori fiscali offrono pane avvelenato ai loro figli”. 

Era ora che lo dicesse. Finalmente viene rotta la collusione familiare, l’omertà di sangue che protegge l’Evasore Fiscale dall’occhio potente dello Stato. Finalmente i figli sanno che i loro padri Evasori li stanno uccidendo piano piano, con il pane quotidiano (eh Padre Nostro…). (continua…)

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Realismi finti e gulag veri. Pittura URSS e Rodčenko a Roma.

8 gennaio 2012 - di enrico pozzi

Palazzo delle Esposizioni, 7 gennaio. Sole stupendo fuori.

Dentro, due mostre sull’URSS in contemporanea: Realismi socialisti. Grande pittura sovietica 1920-1970, e Aleksandr Rodčenko.

Bel contrappunto: ottima mostra di prevalente ciarpame artistico, la prima; e pessima ambigua mostra di alcune belle cose, la seconda.

Realismi socialisti è la storia estetica di un disastro storico-politico: in questo senso, autentico realismo suo malgrado. (continua…)

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Macchine celibi. Il latte morto.

23 dicembre 2011 - di enrico pozzi

50 anni. Donna. Lotta a ondate di ormoni contro la menopausa per mantenere le mestruazioni. 

Sogno.

Un uomo e una donna nudi immobili indifferenti. Dai loro corpi partono due tubi. Passano attraverso un termosifone e arrivano a un ano che è anche un capezzolo, dal quale esce latte. Latte morto.

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Pianti di Ministre. Tra Mater dolorosa e Madonna piangente.

6 dicembre 2011

Lunedì 5 dicembre. A dover pronunciare la parola “sacrificio”, la Ministra al Lavoro Elsa Fornero, ex Vice Presidente di Intesa Sanpaolo, è scoppiata a piangere. E’ toccato dirla al virile Presidente del Consiglio Monti.

Le crisi gravi suscitano regressioni arcaiche. All’inizio di Novembre è tornato in giro, in effige, il cadavere del Milite Ignoto. Ora la sofferenza sociale e umana del Paese ha trovato una Mater dolorosa, che soffre per tutti noi suoi figli: non decisore, ma vittima anche lei. O anche una Madonna piangente lacrime di sangue, come ce ne sono tante in Italia. Lacrime e sangue: Churchill in chiave gender e da manovra finanziaria, dal patriarcato guerriero al maternage piangente. A quando le nuove Madonne Pellegrine adatte alle nuove congiunture?

La Repubblica, 1 Ottobre 2010

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Manhattan Transfer [1]. Occupy Wall Street

5 dicembre 2011 - di enrico pozzi

New York, 3 novembre 2011. 

Zuccotti Park

Ray Kachel arriva allo Zuccotti Park da Seattle. Ha  53 anni. Da 3  anni non lavora più. Progressivamente ha venduto tutto: i 3 Mac, la collezione di 1000 film, Final Cut Pro che gli serviva per il suo lavoro da montatore. Gli rimane solo il telefono per tweettare, e 300 dollari. Sente parlare di Zuccotti Park, decide di partire. 240 $ per il biglietto Seattle-New York in Greyhound. (continua…)

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Il loden (blu) di Monti e l’abito nero di Einaudi. Dal corpo carismatico all’anticorpo

26 novembre 2011

La fine di un carisma è sempre anche la fine di un corpo. Liberarsi da Berlusconi significa anche liberarsi dal suo corpo. Il capo carismatico costruisce un vincolo di carne con i suoi seguaci, si offre come significante corporeo del vincolo politico e sociale che fonda. In attesa delle dimissioni, uno striscione a Montecitorio recitava “Piazzale Loreto”. Ed ogni leader carismatico esige per la sua fine una “piazzale Loreto”  simbolica come ultimo appuntamento con il carisma, come rituale di disincarnazione del noi dal corpo del carisma, cerimonia di degradazione che vuole essere liberazione da un fascino che ha incantato e incatenato. (continua…)

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Contro la trasparenza (4). Gabanelli sgomita nel Club dei Paranoici

26 novembre 2011

Corriere della sera, 25 novembre.

Capi si nasce. Gabanelli è chiaramente nata capa. Entrata alla grande nel Club dei Paranoici, sgomita per salire. Ha le due cose che servono: lo stile paranoideo, e l’idea fissa ripetuta senza requie, tipo i “comunisti” di Berlusconi. Ma lei ha una marcia in più: è colta, ha letto Lutero, i soldi sono lo sterco del demonio, e a lei la puzza non piace, meglio la plastica delle carte di credito. (continua…)

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Contro la trasparenza (3). Un benvenuto alla Gabanelli nel club dei paranoici

14 novembre 2011

Prima pagina del Corriere della sera del 13 novembre. La Gabanelli Milena pubblica la sua soluzione per il deficit italiano: rendere interamente tracciabili tutti i passaggi di denaro nel nostro paese, e tassare i pagamenti in denaro liquido (dato che la Costituzione impedisce di abolirlo del tutto). In questo modo gli Italiani saranno costretti ad usare le carte di credito, si stanerà l’Evasore e si salverà il paese. (continua…)

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La fine del carisma e il ritorno della storia: Gabriel García Márquez dice la fine del berlusconismo

11 novembre 2011

Gabriel García Márquez ha scritto, con L’autunno del patriarca, una delle più potenti rappresentazioni narrative delle logiche, delle grandezze e delle molte miserie del potere carismatico, apparentemente in salsa sudamericana. Poi un giorno il dittatore muore, e c’è la chiusa bellissima del libro: “… perché noi sapevamo chi eravamo mentre lui restò senza saperlo per sempre col dolce sibilo della sua ernia di morto vecchio, troncato di netto dalla stangata della morte, (continua…)

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