« Questo povero mistero di donna, portato in giro per le strade di tutta Parigi, fino a1 Temple…»1. Così Michelet ricorda ai propri lettori l’oltraggio al cadavere di Madame de Lamballe, il cui sesso mutilato e lacerato, assieme alla testa, al cuore e al corpo sventrato, fu portato a mo’ di trofeo da un corteo festante verso la prigione del Temple dove si trovava la regina Maria Antonietta, amica carissima della principessa massacrata. In precedenza, lo storico ne aveva raccontato la messa a morte: « Viene afferrata, le si vuol far prestare giuramento su un cumulo di cadaveri. Viene ferita alla fronte. Scorre il sangue: è il segnale dell’omicidio. Cade trafitta dai colpi. Le si strappa via tutto, il vestito e la sottoveste, e nuda come Dio l’ha fatta, viene messa in mostra ad un angolo di strada nei pressi di un cippo all’imbocco di rue Saint-Antoine. Viene lasciata esposta dalle otto a mezzogiorno, poi le vengono tagliate la testa e le parti sacre del corpo…»2.
Una proiezione fantasmatica
Il 3 settembre 1792, verso le otto de1 mattino, la principessa era stata portata di fronte al temibile tribunale popolare, improvvisato in tutta fretta e insediato all’ingresso della prigione della Force. Dal giorno prima, questo tribunale emette sentenze rapide, spesso sbrigative, consegnando i prigionieri nelle mani di qualche massacratore che officia a colpi di sciabola […]