19 settembre 1995. I due più importanti quotidiani USA – il New York Times e il Washington Post – pubblicano in un supplemento speciale uno scritto di 35mila parole, Industrial Society and Its Future, a firma FC, nom de plume di Ted Kaczynski, alias Unabomber. Dove FC sta per Freedom Club.
Unabomber è il nome/brand attribuito dall’FBI all’autore di decine di attentati con ordigni esplosivi negli USA tra il 1978 e il 1996. 3 morti, 23 feriti di cui almeno 16 in modo grave.
Il cosiddetto Manifesto di Unabomber è importante qui a due livelli. In quanto testo, esprime contemporaneamente una elaborazione pa-ranoidea, una ideologia intesa come visione del mondo e della storia, e un appello/programma di azione politica. Questa condensazione di livelli permette di indagare al tempo stesso la struttura paranoidea delle ideologie, la conformazione ideologica dei sistemi paranoici, e le dinamiche paranoidee della mobilitazione politica.
In quanto testo di perdurante visibilità e successo, esso segnala una configurazione profonda dell’immaginario collettivo nelle società post-industriali.[…]