Cristina Cenci e Enrico Pozzi – Dieci tesi sul kamikaze

15 Maggio 2005
  1. Definizione del kamikaze

Nella sua forma pura, il kamikaze è colui che, in nome del proprio gruppo, distrugge un nemico distruggendosi.

Il k. non è il pazzo: non agisce in base ad una logica individuale, ma in quanto membro di un gruppo. Il pazzo talvolta si distrugge per distruggere, ma lo fa secondo una sua dinamica psicologica, e non come consapevole strumento del proprio gruppo. Il k. può anche essere clini-camente ‘pazzo’, ma questa sua ‘pazzia’ privata è solo un eventuale facilitatore del suo atto. La sua pazzia di k. sta nel modo in cui appartiene al suo gruppo: è una pazzia sociale, da folie à plusieurs, che lo rende diafano al gruppo cui appartiene da morirne.

Il k. non è l’eroe. Il comportamento eroico implica la probabilità della morte, ma non la sua necessità. La probabilità può essere molto elevata e quasi certa, ma questo scarto anche infinitesimo protegge la natura eroica del gesto. L’eroe non assume la propria morte come costi-tutiva del proprio eroismo, ma come un rischio. Non va a morire per distruggere il nemico, va a distruggere il nemico e forse per questo dovrà morire. Non si suicida per uccidere, ma viene ucciso mentre uccide. La sua morte eroica

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