Géza Roheim
Tra gli eschimesi i tabù e l’aggressione all’interno del gruppo sono intimamente connessi. Tra le montagne dell’Alaska, sull’alto corso dei fiumi Kuouk e Noatak e sul corso principale del Colville, notiamo che esiste spesso il divieto di mangiare la carne delle greggi delle montagne. Una donna, dopo aver avuto il suo primo figlio, può mangiare solo alcune costole di quella carne. Dopo il secondo figlio può mangiarne un pò di più, e così via. Solo dopo aver partorito il quinto figlio le può mangiare tutte. Nel caso in cui un figlio fosse malato, ne potrebbe mangiare di meno, se i figli malati fossero due ne potrebbe mangiare ancora meno. Se il figlio di suo fratello fosse ammalato, le sarebbe proibito mangiarne alcune parti, e se morisse la moglie del fratello ci sarebbero altri divieti ancora. I tabù che si riferiscono alle costole della pecora hanno comunque sempre a che fare con la salute del figlio o dei parenti’.
Come si può identificare il semplice gesto di mangiare una costola di pecora con la salute o la malattia di un figlio? Ciò è possibile solo se prendiamo in considerazione l’aggressione orale, il che significa che il bambino e la costola della pecora […]
(C(C:B))
Ultima mestruazione. Inizia un periodo di stitichezza feroce: (c(c:b)) deve sforzarsi molto e ogni volta teme per il bambino, ha paura di ‘evacuarlo’. Le sembra di sentire il dentro per la prima volta. Vorrebbe dire a tutti che è una donna, che è diventata donna. Donna è avere un dentro.
19 febbraio
Prima visita ginecologica. (c(c:b)) ha dolori al colon, teme una gravidanza extra-uterina, teme che il dentro non abbia un suo spazio. Il dentro è al suo posto: è un puntino che pulsa. (c(c:b)) non può mangiare salumi, insaccati […]
Il dibattito sulle biotecnologie riproduttive ha riattualizzato la questione eugenetica, in particolare per le nuove possibilità di screening e di selezione della vita umana prenatale. Generalmente rievocata nei termini classici di un potere che si impone ai cittadini a prescindere dalla loro volontà, l’eugenetica non identifica le principali questioni biopolitiche in gioco nella societa tardo-capitalista, dove forme avanzate di controllo della vita si realizzano anche all’interno dei sistemi democratici, nel quadro dei ‘diritti riproduttivi’ individuali. Forti della legittimazione dell’autorità medica e di una parte del pensiero bioetico e filosofico, sostenuti dalle strategie del marketing e della pubblicità, atteggiamenti e comportamenti di tipo eugenetico si diffondono nella società, integrandosi e normalizzandosi nella ‘grammatica culturale’ dominante. Come mai finora nella storia, la riproduzione e la gravidanza possono essere rappresentate oggi come esperienze totalmente razionalizzabili e pianificabili attraverso le biotecnologie. Di qui la domanda eugenetica, che trova soddisfacimento in un mercato in espansione in tutti i paesi industrializzati.
Questo articolo analizza alcune iniziative di ‘attivismo biotech’ che si propongono di rivelare i ‘rovesci nascosti’ contenuti nelle narrazioni del mercato riproduttivo. La riflessione e le pratiche ‘interventiste’ dei collettivi Critical Art Ensemble e subRosa rappresentano gli esempi più interessanti di critica deI1’immaginario biotecnologico ne1 panorama del culture jamming nord americano. Esse ci permettono di affrontare le pratiche tecnomediche che potrebbero portare a nuove forme di selezione e di perfezionamento della riproduzione, ad una eugenetica di stampo liberale