Tag: profezia

di enricopozzi –
– 12 Maggio 2005

Durante l’autunno del 1938, quando gli accordi di Monaco bloccarono temporaneamente la guerra, un amico e collega psicoanalista, il dottor R. Löwenstein, mi raccontò il seguente aneddoto, di cui garantì allora l’autenticità. Lo riferisco alla lettera:

  1. «Nel settembre 1938, un giovane che si aspettava di esser richiamato alle armi il giorno dopo o nei giorni immediatamente successivi viaggia in automobile con la fidanzata, che vuole lasciare da alcuni parenti a Laval. All’uscita da Parigi, si ferma per fare benzina. Una coppia di persone di una certa età gli chiede dove sta andando e lo prega di far salire solamente la signora, diretta anche lei a Laval, mentre l’uomo deve rientrare a Parigi per essere mobilitato il giorno Durante il viaggio la fidanzata piange, e parla della loro prossima separazione. La sconosciuta li rassicura e dice alla fidanzata di non piangere: sicuramente lui non sarà chiamato alle armi. D’altra parte Hitler morirà entro sei mesi! Ripete varie volte questa affermazione. Giunti a Laval, prima di salutare il giovane guidatore la signora gli chiede se ha intenzione di tornare a Parigi.»
    Quando lui risponde che vi rientrerà subito, lei gli consiglia di non mettersi in viaggio immediatamente perché, se viaggiasse quella notte, si troverebbe con un cadavere in macchina. Di nuovo i due giovani la guardano come se fosse completamente fuori di testa e la salutano senza chiederle né il nome né l’indirizzo. A Laval, i genitori del giovane lo pregano, prima del suo ritorno a Parigi, di portare con sé un giovane che conoscono e che si aspetta anche lui di essere mobilitato al più presto.
    Acconsente. Sulla strada per Parigi, il passeggero dice di aver sonno, si stende sul sedile posteriore e dorme. Giunti a Parigi, la macchina si ferma all’indirizzo del passeggero, il conducente apre la portiera per svegliarlo e lo trova morto.
    Chi è questa donna?».

Un anno dopo, nell’autunno del 1939, quando Hitler, contrariamente alla profezia precedente, aveva vissuto abbastanza per scatenare la guerra, mi giunge un altro aneddoto, che questa volta è stato riferito a mio marito da un massaggiatore dello hammam, e sempre con le consuete garanzie di autenticità. Secondo il narratore, […]

di Enrico Pozzi –
– 9 Maggio 2005

Lo scritto Il mito del cadavere nel-l’automobile è stato pubblicato per la prima volta nel 1942 in American Imago, II, pp. 105-125. In realtà esso era parte di un progetto più ampio poi confluito in Mythes de guerre, Parigi 1946, di cui costituisce il Capitolo1. La traduzione è stata condotta sul testo definitivo del volume.

Marie Bonaparte, la ‘principessa’ della psicoanalisi, è la pronipote del ramo spiantato dei Bonaparte: emarginato da Napoleone, il bisnonno Lu-ciano era stato l’unico dei fratelli a non trarre vantaggi sostanziosi dal nepotismo del1’Imperatore. La vita di Marie è stata plasmata da un progetto multigenerazionale di rivalsa sociale che potesse far coincidere finalmente la realtà con il romanzo familiare. La svolta[…]

di enricopozzi –
– 8 Maggio 2005

Venticinque anni fa, la nostra malata è stata celebre nella Francia intera in quanto profetessa ispirata dall’Angelo Gabriele. Le sue predizioni hanno scosso una parte importante del mondo politico, religioso e scientifico; giornalisti e uomini in vista sono andati seriosamente a consultarla; una clientela brillante di mondane autentiche e di etere l’ha esaltata, coccolata e venerata; il suo indirizzo era noto a tutti, la folla che andava a trovarla era così fitta che la polizia dovette mettere un servizio d’ordine vicino alla sua casa, e lei rischiò di esserne cacciata. In quell’epoca avrebbe potuto diventare ricca e fare un matrimonio profittevole, se non avesse avuto alcuni scrupoli molto concreti che diremo; avrà probabilmente anche creduto ad una prosperità senza fine, e sarà stata vittima della Illusione di Permanenza che accompagna i sentimenti forti. La sua notorietà si è esaurita in qualche anno. Negli ultimi tempi, ha vissuto abbandonata e sdegnosa, reclusa tra alcune non ancora vendute reliquie del suo passato splendore.

Certificato di internamento (Infermeria speciale) C., Henriette, 48 anni. — 1 dicembre 1920

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