Durante l’autunno del 1938, quando gli accordi di Monaco bloccarono temporaneamente la guerra, un amico e collega psicoanalista, il dottor R. Löwenstein, mi raccontò il seguente aneddoto, di cui garantì allora l’autenticità. Lo riferisco alla lettera:
Un anno dopo, nell’autunno del 1939, quando Hitler, contrariamente alla profezia precedente, aveva vissuto abbastanza per scatenare la guerra, mi giunge un altro aneddoto, che questa volta è stato riferito a mio marito da un massaggiatore dello hammam, e sempre con le consuete garanzie di autenticità. Secondo il narratore, […]
Lo scritto Il mito del cadavere nel-l’automobile è stato pubblicato per la prima volta nel 1942 in American Imago, II, pp. 105-125. In realtà esso era parte di un progetto più ampio poi confluito in Mythes de guerre, Parigi 1946, di cui costituisce il Capitolo1. La traduzione è stata condotta sul testo definitivo del volume.
Marie Bonaparte, la ‘principessa’ della psicoanalisi, è la pronipote del ramo spiantato dei Bonaparte: emarginato da Napoleone, il bisnonno Lu-ciano era stato l’unico dei fratelli a non trarre vantaggi sostanziosi dal nepotismo del1’Imperatore. La vita di Marie è stata plasmata da un progetto multigenerazionale di rivalsa sociale che potesse far coincidere finalmente la realtà con il romanzo familiare. La svolta[…]
Venticinque anni fa, la nostra malata è stata celebre nella Francia intera in quanto profetessa ispirata dall’Angelo Gabriele. Le sue predizioni hanno scosso una parte importante del mondo politico, religioso e scientifico; giornalisti e uomini in vista sono andati seriosamente a consultarla; una clientela brillante di mondane autentiche e di etere l’ha esaltata, coccolata e venerata; il suo indirizzo era noto a tutti, la folla che andava a trovarla era così fitta che la polizia dovette mettere un servizio d’ordine vicino alla sua casa, e lei rischiò di esserne cacciata. In quell’epoca avrebbe potuto diventare ricca e fare un matrimonio profittevole, se non avesse avuto alcuni scrupoli molto concreti che diremo; avrà probabilmente anche creduto ad una prosperità senza fine, e sarà stata vittima della Illusione di Permanenza che accompagna i sentimenti forti. La sua notorietà si è esaurita in qualche anno. Negli ultimi tempi, ha vissuto abbandonata e sdegnosa, reclusa tra alcune non ancora vendute reliquie del suo passato splendore.
Certificato di internamento (Infermeria speciale) C., Henriette, 48 anni. — 1 dicembre 1920