Tag: Bataille

di Enrico Pozzi –
– 31 Gennaio 2014

 

Un tempo gli psicoanalisti mangiavano il mondo. Ora leggono i Bollettini di psicoanalisi.

Dispiace dire questo partendo da una delle poche cose interessanti di matrice psicoanalitica che ho letto ultimamente. Per l’appunto un Bollettino della European Psychoanalytical Federation, il n. 67 di Psychoanalysis in Europe. Sono gli atti di un convegno della EPF a Basilea, 21-24 marzo 2013.

Il tema è bellissimo: Formlessness: Deformation, Transformation. La perdita della forma come campo, precondizione, strumento, procedura delle deformazioni che consentono le trasformazioni. Meglio: delle deformazioni che precedono le trasformazioni, continuano a sabotarle dall’interno come fessure costanti di perdita di forma, e diventano lo stadio successivo e sempre transitorio della trasformazione che insiste a deformarsi e introduce nuove trasformazioni possibili. 

 

Ben Miller, The Amorphous Blob of Human Experience

di Enrico Pozzi –
– 20 Gennaio 2006

Bocca

La bocca è l’inizio, oppure, se lo si preferisce, la prua degli animali: nei casi più caratteristici, essa è la parte più viva, ovvero la più terrificante per gli animali vicini. Ma l’uomo non ha un’architettura semplice come le bestie, e non è neanche possibile dire da dove inizi. A stretto rigor di termini, inizia da1 vertice del cranio, ma questo vertice è una parte insignificante, incapace di attirare l’attenzione, e sono gli occhi o la fronte a svolgere il ruolo di significato della mascella degli animali.

Presso gli uomini civilizzati, la bocca ha anche perso il carattere preminente che conserva ancora tra gli uomini selvaggi. Tuttavia, il significato violento della bocca rimane allo stato latente, e riprende all’improvviso il sopravvento in una espressione letteralmente cannibale come bocca da fuoco, applicata ai cannoni con i quali gli uomini si uccidono tra loro. E nelle grandi occasioni la vita umana si concentra ancora bestialmente nella bocca, la collera fa stridere i denti, il terrore e la sofferenza atroce fanno della bocca l’organo delle grida laceranti. […]

Documents, 1930, anno II, n. 5, rubrica « Dizionario »

[bocca, ano e risatal

[…] L’interpretazione del riso come processo spasmodico dei muscoli-sfintere dell’orifizio boccale, analogo a quello dei muscoli-sfintere dell’orifizio anale durante la defecazione, è probabilmente l’unica soddisfacente, a condizione che, in tutti e due i casi, si tenga conto del posto primordiale che hanno nell’esistenza umana questi processi spasmodici a fine escretorio. Quando esplodono le risate, siamo costretti ad ammettere che l’orifizio boccale sta liberando una scarica nervosa che normalmente avrebbe potuto esser liberata dall’ano (o dai vicini organi sessuali). Ma nel riso l’escrezione smette di essere positivamente materiale: diventa ideologica, nel senso che l’oggetto escremenziale delle contrazioni spasmodiche è solo un’immagine e non una certa quantità di sperma, urina, sangue o feci. […]

[bocca e appropriazione]

Benché all’origine dell’appropriazione il consumo orale possa essere utilizzato nelle due direzioni, ovvero sia verso un processo di espulsione totale che verso un processo di incorporazione, l’atto di nutrirsi — depurato di qualunque derivazione psichica — immediata rimane non dimeno la base caratteristica di qualsiasi fatto appropriativo. Che prendano la forma di mobili o di immobili, di prodotti o di strumenti della produzione, l’acquisizione e la conservazione della proprietà inverano un legame di incorporazione fatto di serie omogenee che vanno dall’oggetto all’autore dell’appropriazione. Nello sviluppo intellettuale, il legame di incorporazione diventa un legame di identità […]

di enricopozzi –
– 18 Gennaio 2006

Da dove inizia il corpo umano? Questa la domanda che pone Georges Bataille ne1 suo breve scritto Bocca pubblicato in Documents: « La bocca è l’inizio oppure, se lo si preferisce, la prua degli animali: nei casi più caratteristici, essa è la parte più viva, ovvero la più terrificante per gli animali vicini. Ma l’uomo non ha un’architettura semplice come le bestie, e non è neanche possibile dire da dove inizi »’.

L’organo « bestiale » delle « urla laceranti » e anche del godimento senza fine, questo è la bocca umana. Sin dalla nascita, essa disorienta il corpo al punto di farne il buco oscuro di tutte le mescolanze: carni profonde e saliva, denti, lingue. L’immagine deleuziana dell’impasto delle parole e del cibo rende perfettamente conto della spiritualità impossibile di quest’organo. Ma per Bataille prevale lo sconvolgimento dell’individuo indotto da un punto di vista orizzontale.

« A questo proposito è facile osservare », aggiunge, « che l’individuo sconvolto solleva la testa tendendo il collo freneticamente, di modo che la bocca viene a porsi quanto più possibile ne1 prolungamento della colonna vertebrale, ovvero nella posizione che occupa normalmente nella costituzione animale ».

La civiltà, o più semplicemente l’evoluzione naturale, non è riuscita a far tornare compiutamente la bocca nel viso! Malgrado lo sguardo e l’espressione, il viso conserva questa violenza d’organo, trattenuta e mascherata dal1’ornamento delle labbra.

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