In Italia e in Europa, la sessualità dei migranti recenti e degli immigrati relativamente stabilizzati è ormai un nuovo protagonista imprescindibile della sessualità sociale. Molti stereotipi e autostereotipi, poche ricerche serie, pochi collegamenti tra l’indagine psicosociale e sociomedica da un lato e l’esperienza quotidiana di chi lavora nei contesti di immigrazione. Cruciale il problema dei comportamenti giovanili e del loro impatto sulla diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili. A questo aspetto è dedicato l’incontro “Santé sexuelle et migration”, organizzato dalla Université de Neuchâtel e dalla Haute Ecole fribourgeoise de travail social. Iscrizione obbligatoria. I dettagli in http://www.hes-so.ch/fr/journee-scientifique-sante-sexuelle-migration-3566.html

Medicalizzazione inarrestabile dei bambini USA. L’analisi secondaria decennale di 850.000 cartelle cliniche di bambini californiani tra i 5 e gli 11 anni ha mostrato che 5 su 100 sono stati diagnosticati con una sindrome ADHD (Attention-Deficit Hyperactivity Disorder, Sindrome da Deficit di Attenzione e Iperattività). Il trend mostra un rapido aumento delle diagnosi. 

La percentuale del 5% di prime diagnosi (continua)

La più importante Associazione dei Pediatri Usa ha modificato nei giorni scorsi le sue linee-guida sulla circoncisione dei neonati. Secondo la APP i benefici derivanti dalla circoncisione sarebbero superiori ai rischi derivanti dal micro intervento chirurgico. 

Alla circoncisione vengono attribuite molte virtù: meno probabilità di contrarre l’HIV, minore propensione alle infezioni urinarie, diminuizione del virus del papilloma (HPV)  e dunque del cancro della cervice ecc ecc ecc. 

Tuttavia la APP non consiglia la circoncisione generalizzata, e si limita a segnalare alle famiglie la valutazione di questa possibilità per il loro neonato. 

Si tratta di un altro passo avanti a sostegno della campagna pro circoncisione avviata soprattutto nei paesi con elevata incidenza di AIDS (Africa centrale e sud orientale). Una serie di studi avrebbe dimostrato l’efficacia della circoncisione nel diminuire il contagio HIV. 

In parte la validità di queste indagini è stata contestata. Altri critici hanno negato che studi derivati soprattutto dai dati relativi a adulti maschi africani possano essere estropolati in modo attendibile alla popolazione neonatale di contesti socio-economici, igienici e medici completamente diversi.

Per le commistioni tra potere e mutilazioni genitali in Africa, rimandiamo a http://www.ilcorpo.com/ilcorpo/news/?p=544.  Sul potere salvifico della circoncisione rispetto al cancro della prostata, http://www.ilcorpo.com/ilcorpo/news/?p=737

Un lungo articolo del New York Times ha rilanciato un caso che rimbalza da più di un mese sul web: 18 ragazze di Leroy, una cittadina dello Stato di New York, hanno cominciato a manifestare improvvisamente sintomi come spasmi, tremori e convulsioni con paresi facciali, ematomi dovuti ad autolesioni accidentali e anche crisi di possessione.

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Medici, mediologi e altri in perfetto stile paranoico si sbizzarriscono sulle cause: conversione isterica, sindrome di Tourette, delirio di massa propagato via Facebook, effetti sul lungo periodo del deragliamento di un treno che trasportava sostanze tossiche negli anni ’70.

Nell’anno in cui il primo ministro francese ha dichiarato l’autismo Grande Cause Nationale il tribunale di Lille ha bandito la visione di Le mur – La psychanalyse à l’épreuve de l’autisme sul territorio francese e condannato gli autori a risarcire per 50mila euro tre psicoanalisti intervistati nel filmato.

Il documentario, realizzato da Autistes sans frontières, (continua)

Il 16 febbraio un team di epidemiologi si è riunito all’Harvard Medical School di Boston in occasione dell‘International Conference on Digital Disease Detection. Si è discusso dei progressi nel tracciamento online delle malattie in relazione anche all’affidabilità delle comunicazioni informali e alla loro effettiva  capacità predittiva rispetto all’insorgere di focolai reali.

Intanto la correlazione osservata in passato tra le ricerche online sull’influenza e il numero di persone che si presentavano all’ospedale ha portato alla nascita di uno strumento, Google Flu Trends, in grado di allertare le strutture sanitarie in vista di affluenze eccezionali.

A quando la scoperta che Google guarisce?

La possibile correlazione tra circoncisione e minore probabilità di contagio HIV eterossessuale sta ponendo problemi nuovi a chi cerca di fermare l’epidemia. Le tecniche tradizionali sono lente, cruente, potenzialmente pericolose se effettuate in strutture sanitarie o parasanitarie inadeguate. Ocorrono nuove tecnologie adatte alla mutilazione genitale di massa.

Il terreno di sperimentazione urgente è l’Africa subahariana.(continua)

Goodwill Zwelithini, re degli Zulu, ha annunciato il ripristino della circoncisione per i maschi Zulu. La pratica della circoncisione è presente in altre popolazioni sudafricane come gli Xhosa e i Sotho durante i riti di passaggio dell’adolescenza. Gli Zulu l’avevano abbandonata già dall’800, ma (continua)

L’Organizzazione Mondiale della Sanità appoggia senza riserve la circoncisione di massa dei maschi nell’Africa orientale e del Sud. Già da anni tre ricerche condotte con metodologie standardizzate in tre regioni diverse del continente africano sembrano aver dimostrato una notevole diminuzione della probabilità di contagio HIV eterosessuale per i maschi circoncisi. Le valutazioni più ottimistiche parlano di un crollo del 60%.

L’0biettivo è la circoncisione di oltre 20 milioni di maschi tra i 15 e i 49 anni entro il 2015(continua)

In un intervento pubblicato su Nature e su Science il National Science Advisory Board for Biosecurity spiega e rinnova il suo invito a mantenere inaccessibili al pubblico parte dei dati prodotti nelle ricerche sulla trasmissione ai mammiferi dell’influenza aviaria.

Secondo gli autori i rischi del bioterrorismo o di una pandemia accidentale pongono gli scienziati in una situazione parallela a quella affrontata negli anni 70 con le ricerche sul DNA e negli anni 40 con quelle sulla bomba atomica.

Oltre 1 milione di diagnosi di autismo o di sindromi associate (ad es. la sindrome di Asperger) negli USA ha fatto parlare di una vera e propria epidemia di autismo. L’antropologo R. R. Grinker, della George Washington University e padre di una ragazza autistica, sostiene da anni che questa epidemia è un mito (http://ti.me/50LeU). L’aumento delle diagnosi deriva secondo lui dalla convergenza di molti fattori tutti sociali: (continua)