Lunedì 18 aprile , IL CORPO 4/15 sarà on line sul sito www.corpo.com. Articoli e saggi su: la pelle e la nascita della dermatologia moderna, l’Ebreo in quanto Jack lo Squartatore, le molteplici varianti del cannibalismo politico, una vicenda erotica di gruppo, l’etnocentrismo critico e la fine del mondo di Ernesto de Martino, una installazione di V. Padiglione sul corpo del migrante, tre frammenti poetici di Ingeborg Bachmann sul confine ecc.
18 settembre 1888. Jack lo Squartatore scrive alla Central News Agency: «Non mi piacciono le puttane e smetterò di farle a pezzi solo quando mi prenderanno»1. In questo saggio non mi occupo della realtà di Jack lo Squartatore (che reale era, e che non fu mai preso), ma delle fantasie dei suoi contemporanei su di lui. Per comprendere l’immagine di Jack è però necessario capire quale fosse l’immagine della prostituta nella Londra vittoriana, e quali paure si collegavano alla sua figura nel 1888. Paure che, come le nostre di un secolo dopo, si focalizzavano su malattie definite sessuali, e tentavano di confinarle all’interno del corpo dell’Altro2.
Chi poteva veramente uccidere la prostituta se non la prostituta stessa, chi poteva espiare i suoi peccati contro il maschio se non lei stessa? La vita della prostituta doveva finire nel suicidio.