Monir Moniruzzaman ha pubblicato sul Medical Anthropology Quarterly uno studio approfondito sul traffico di organi in Bangladesh.
© Monir Moniruzzaman 2005
Nel report, frutto di dieci anni di ricerche nel campo, l’antropologo analizza 33 storie di vita dei venditori e formula una serie di raccomandazioni per combattere il fenomeno.
Il Weekly Standard ha pubblicato un’inchiesta sul probabile espianto di organi ai prigionieri politici da parte dei militari cinesi nel nord del paese.
La notizia emerge da un appello sul Journal of the American Medical Association, e da una conferenza internazionale organizzata a Durban dal DAFOH (Doctors Against Forced Organ Harvesting) , entrambi per fermare l’espianto di organi dai condannati a morte, una prassi ammessa apertamente da Pechino.
Il furto degli organi è un tema costante nell’immaginario sociale, ma anche una prassi che la sostituibilità degli organi facilitata dalle tecnologie corporee sta rendendo sempre più banale. Sullo sfondo, la teorizzazione crescente del corpo individuale come res nullius che non riguarda solo gli stati totalitari ma anche le democrazie occidentali.