Tag: Roma

di Massimo Canevacci –
– 2 Dicembre 2025

Inizio anni 90. Mio primo anno di insegnamento a Sociologia (Roma, La Sapienza). Tento di conoscere gli studenti con un modo ‘partecipante’ di fare lezione. Comprendo dopo un certo periodo di tempo che l’aula unisce – ma non unifica – costellazioni studentesche tra loro distanti se non indifferenti, che devono avere tutte la mia medesima attenzione cercando di controllare valori o simpatie.

La componente principale focalizza solo lo studio, passivamente o creativamente, con studenti catturati dalla volontà di conoscere le scienze sociali e antropologiche. Una sua minoranza partecipa alle mie escursioni extra moenia o ai miei seminari. Insomma un grande centro spostato a sinistra con moderazione, e piccole componenti silenziose di destra o senza idee precise.

Poi vi è – solida e strutturata – una parte ‘marxista’ con riferimenti vaghi verso i resti dell’Autonomia Operaia e con il fascino di Toni Negri per le sue tesi sull’operaio sociale.

Infine, e questa è per me la novità, una percentuale studentesca minima ma significativa, vivace nelle parole e ancor più nello stile (gesti, vestiti, tatuaggi, piercing), presente nelle discussioni a lezione e nella gestione autonoma della ‘Auletta’1. ‘Anarchica’, non nel senso di seguire le onde dei teorici dei decenni passati, ma perché – nella vita universitaria e, come capirò dopo, quotidiana  – rifiuta le regole dell’autorità, ascolta musiche o letture diverse dagli altri, ha un gergo o una fluidità comportamentale che mi stupiscono e mi incuriosiscono.

In questo contesto particolarmente vivace e plurale si affacciano le interzone. 

di Valerio Callieri –
– 13 Ottobre 2012

Un uomo entra in un bar di un piccolo paese.

La signora che gestisce il locale, insospettita da una faccia poco raccomandabile e dall’aspetto trasandato, chiede l’intervento di una pattuglia dei carabinieri. Un agente sopraggiunge e procede al con-trollo. L’uomo lo invita a seguirlo, i suoi documenti sono custoditi nella moto parcheggiata fuori. L’uomo apre il bauletto della moto, estrae una pistola e uccide il carabiniere con due colpi. Nonostante i posti di blocco in tutta la zona circostante, riesce a fuggire e fa perdere le proprie tracce. È il 22 luglio del 2004, a Pereto di Sant’Agata Feltria (Marche), e l’uomo in fuga si chiama Luciano Liboni, pregiudicato e latitante da due anni.

Il 24 luglio, a Roma, vicino alla stazione Termini, due agenti del-la polizia fermano un uomo che sembra assomigliare al fuggitivo. È Luciano Liboni, che ingaggia una sparatoria e fugge un’altra volta, sequestrando un’automobile e facendosi portare dal conducente alla vicina stazione della metropolitana. Il dispositivo di controllo

di Enrico Pozzi –
– 20 Dicembre 2007

mucillagine

Dunque siamo una mucillagine. I Rapporti annuali del Censis valgono per le metafore sintetiche delle prime pagine.

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