À la recherche del Piccolo Editore Erotico

 

PIÙ LIBRI PIÙ LIBERI. 400 editori piccoli e medi a raccolta sotto la plasticosa Nuvola di Fuksas, all’EUR. Tanta gente malgrado la pioggia.

Una delusione. Chissà perché, da ‘piccoli e ‘medi’ mi aspettavo avanguardia editoriale, ricerca estetica, audacie tipografiche e grafiche, magari libri d’artista, botte di vita. No. Da uno stand all’altro – e pure gli stand sono banali – il trionfo del conformismo visivo, il paperback all’americana come modulo generalizzato, i soliti formati. Migliaia di copertine tutte eguali – una immagine ‘fantasiosa’ irrimediabilmente banale e così colorata, un titolo con tipografia logora, l’omologazione.

Gran fatica e noia a girare tra così tante identità indistinte, con l’occhio che cerca una differenza vera. Nemmeno l’ideologia aiuta. Il sindacato di sinistra o gli anarchici stampano come gli altri e pure peggio. Le università, non ne parliamo. Le editrici ‘colte’ hanno perso cultura specifica. Laterza non si può guardare. Adelphi si contempla l’ombelico e ‘innova’ con alcune collane sciatte. Cortina sobriamente noiosa. Astrolabio immutabile nei secoli. Mimesis Viella Carocci ecc: se paghi.

Uno si butta sui libri per bambini. Almeno hanno formati diversi e immagini di universi e esseri fantastici. Ma dopo un po’ sono tutti eguali anche loro. In uno stand un volumone formato in-folio grande, con dentro stampati male 4 anni di documenti, ciclostilati e immagini fotocopiate di centri sociali milanesi. Una boccata d’aria, ma ti devi arrendere: è roba degli anni Ottanta.

Ogni tanto ti fermi su qualcosa di diverso, ma quasi sempre sono microleziosità, cose carinelle e basta, così tanto curate e fatte benino, senza smagliature e rozzezze vitali.

Qua e là, qualche catalogo con testi insoliti, marginalia come si diceva tempo addietro. Amore, passione ecc ecc ecc: tanto. Erotismo: niente. Ma i piccoli editori non servivano proprio all’erotismo? E allora a che serve un piccolo editore ?

Da salvare. per grafica e catalogo: Quodlibet, di Macerata, se uno riesce a dimenticarsi cosa sta dicendo Agamben in questo periodo. Perché Quodlibet l’hanno fondata allievi di Agamben e pubblica tutto Homo sacer in tomo unico…

Se ne esce con voglia di fanzine, quelle vere, roba da strada per lettori avidi di rozzezza, ovvero di realtà (vedi sotto….) e di quasi clandestino. [enrico pozzi]

 …. questo mi piace….

…. ma questo mi piace molto di più….
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