Tag: maschio

di IL CORPO –
– 29 Novembre 2025

….thirty-five, fifty, a hundred all-but-strangers hugely ordered, highly social, attentive, silent, and  grounded in a certain care, if not community. At those times, within those van-walled alleys, now between the trucks, now in the back of open loaders, cock passed from mouth to mouth to hand to ass to mouth without ever breaking contact with other flesh for more than seconds….It was engrossing; it was exhausting; 

di Enrico Pozzi –
– 29 Novembre 2025

Dunque New York puzzava. Non dappertutto e non con la stessa forza. Puzzava a macchie, stabile, densa e calda qua e là. Altrove solo alito intermittente, un richiamo improvviso del ventre al ventre che irrompeva a tradimento nella purezza igienica del cemento e del vetro. Questo negli anni 60 e 70, prima che il corpo della puttana sfatta venisse ridotto a ragione, all’inodore dei “frozen desires” disincarnati nel denaro, nella disciplina dei corpi e nell’imprigionamento “tolleranza zero” del crimen-merda, come da etimologia.

Il vertice della puzza stava nella Zona. Vari spazi di New York erano delegati ad attrarre con la puzza e a gestire la puzza. Alcuni erano piccoli luoghi simbolici disseminati per comunità ristrette, come la Factory di Warhol e le sue molte varianti. Altri erano schegge di quartieri, come il rettangolo 40a-44a Strada a Times Square. Solo uno era in modo pieno e esemplare la Zona: la striscia dei Piers, i moli abbandonati lungo la punta di Manhattan, sullo Hudson e sulla East River. […]

Nella sua rappresentazione estrema, la Zona è il luogo geometrico dell’Eros illimitato e il luogo sociale dell’orgia. Qui trova spazio tutto ciò che là fuori, nel nomos, non è consentito. Qui il corpo può vivere una sua libertà oniroide, l’adulto può mettere in scena il suo bambino «polimorfo perverso», il desiderio può seguire percorsi proibiti, negati, insoliti, e talvolta fino all’ingresso nella Zona neanche sognati.

Per due decenni, tra il 1960 e il 1980, i Pier sono la Zona di Manhattan, e di molta New York. Situati verso la punta dell’isola

di Enrico Pozzi –
– 3 Settembre 2023

Fernanda ALFIERI, Veronica e il diavolo. Storia di un esorcismo a Roma, Torino, Einaudi, 2021

Nel 1834 una giovane ragazza romana, Veronica Hamerani, di famiglia legata alla Chiesa, manifesta i sintomi di una possessione diabolica.

Per accidente, cercando altro, nell’Archivum Romanum So- cietatis Iesu, Fernanda Alfieri capita sul fascicolo ffsorcisazione di Maria Antonina [in realtà Veronica] Hamerani, ritenuta ossessa (1834-1835). Il fascicolo raccoglie alcuni mesi di protocolli dell’os- servazione partecipante degli esorcisti seduta dopo seduta, descri- ve il comportamento di Veronica, corpo, gesti, parole. Racconta le azioni di chi deve liberarla dal diavolo. Registra i diversi pareri e strategie, le risonanze esterne, i dubbi (è posseduta? sta recitando? è malata?), l’impotenza di fronte alla sua sofferenza, l’inefficacia delle procedure codificate messe in atto.

Di archivio in archivio, troverà poco dopo (Biblioteca Naziona- le di Roma) i quaderni manoscritti del gesuita Francesco Manera, il suo diario dei primi mesi della vicenda di Veronica.

Da queste due fonti Fernanda Alfieri costruisce la microstoria di una possessione.

di IL CORPO –
– 6 Ottobre 2017

La Grande Guerra come spaventoso e grandioso laboratorio medico, politico e sociale intorno al corpo ferito.

Bisogna vedere la bella mostra in corso allo Science Museum di Londra: immagini, strumenti, materiali e pezzi surrogati di corpi in esposizione fino a metà gennaio. 

Per non dimenticare che l’ultimo metro, o centimetro, di ogni guerra è un corpo, la sua pelle e carne.

https://www.sciencemuseum.org.uk/see-and-do/wounded-conflict-casualties-and-care

La mostra si concluderà con un Workshop su

di IL CORPO –
– 23 Maggio 2017

Il 29 giugno a Parigi, Université Paris Descartes, un workshop che potrebbe essere interessante. La sociologia francese del corpo da tempo segna il passo. Speriamo che qui riesca a farsi almeno in parte innovativa e a restituirsi una qualche duttilità concettuale ed empirica, fuori dal blob del costruzionismo esasperato! Non è che ci speri molto – gli scienziati sociali francesi sono spesso giacobini anche scientificamente -,  ma non si sa mai….

Presentazione generale e abstract delle relazioni qui: http://calenda.org/404722

Il programma e le indicazioni pratiche:

di Enrico Pozzi –
– 15 Giugno 2015

Da anni Marina Abramovic ripete stancamente il kitsch di se stessa, per se stessa e per i true believers di cui si circonda. Gli accoppiamenti con gli scheletri e con la terra alla Bicocca nel 2006 (la patetica Balkan Epic; vedi il Diario che ne parla) avrebbero dovuto mettere in guardia. Ma la forza erotica del suo corpo ancora riusciva a nascondere l’ovvio, la crisi creativa, la mancanza di idee, la povertà della narrazione. Ora il corpo ha dieci anni di più e non se la passa tanto bene, l’eros langue, il voyeurismo non scatta. Servono idee per restituire carne alla carne. Ma la carne tace, e resta solo il cerebralismo di riti/performance senza verità, sine ira et studio, da burocrati del narcisismo.

Se ne stanno accorgendo tutti. Alla Serpentine Gallery di Londra, 512 Hours è sprofondato nella noia, con un’artista persa nella propria immagine di se stessa e perciò lontana da se stessa. Le sue ultime performance/installazioni sono tentativi stanchi di verificare la propria presa carismatica su un pubblico di seguaci ridotto a specchio delle proprie brame. Un pubblico sempre più ristretto e blasé, salvo qualche giuggiolone/a che ancora si mette a piangere mentre conta granelli di riso o siede impettito/a aspettando che dalla Abramovic venga ‘energia’. Non viene niente, salvo per coscienze infelici alla ricerca di santoni e di estetiche ragioni per odiare il corpo.

Per i distratti che si sono persi la performance di Londra, c’è Sydney a luglio. La Abramovic sarà lì per diversi giorni, nel Kaldor Public Art Project, a ripetersi. Chi non si può permettere il viaggio si consoli con il video di Lady Gaga che si sottopone con Marina in persona al cosiddetto Metodo Abramovic. Esilarante. Da non perdere. 

 Anche PAUL MCCARTHY vuole épater le bourgeois. Qualsiasi persona di media intelligenza sa che non è possibile

di IL CORPO –
– 3 Giugno 2015

P., 40 anni, dermatologa. Ha cancellato il sesso dalla sua vita. I rapporti col marito, la masturbazione, le fantasie, le parole. Nel gruppo d’analisi, si è consolidato il copione: tutti riescono a parlare di sessualità, a condizione che lei non ne parli. Vergine sacrificale garante del desiderio inesprimibile, permette ai compagni di esprimere desideri quasi indicibili.

La talpa scava e il copione perde efficacia. La spinta sessuale del gruppo diminuisce. Aumentano l’indifferenza, il disgusto e il rifiuto di ciascuno per il/i partner, con sconcerto poi con rassegnazione. In silenzio svaniscono gli amanti, le prostitute minorenni, i sogni. La sessualità di tutti si riversa via via nella vergine, la colma, e vi si perde. P diventa sovraccarica di sesso negato, oggetto irriconoscibile dei desideri degli altri. Ogni tanto qualcuno si permette un sussulto: ti ho sognata … mi ti scoperei … fatti un’amante … poi neanche più quello.

L. accoglie, bonifica, neutralizza, spegne. Anche per lei a volte il copione perde qualche battuta: una gonna più corta, un balletto fugace di gambe che si accavallano, si aprono e si chiudono, una scollatura insolita, un inchinarsi in avanti per mostrare il mostrabile, qualchesogno appena più esplicito verso il compagno di gruppo L., macho fascista luciferino con un figlio fuggito nella Legione straniera. Poi intensamente verso di me, tramite

Intanto P. condensa in sé sempre più sesso, lo emana senza parole, dalla pelle, da un sospiro/gemito: un’aura di sesso che invade la stanza. Il gruppo si costringe a non ’sentire’.

Due sedute prima della sospensione di natale,

di Enrico Pozzi –
– 4 Novembre 2014

E’ il più interessante convegno del 2014 sul tema del Corpo (femminile) di genere. Oltre 40 relazioni lo affrontano da una prospettiva filosofica e sociopolitica. Tra gli argomenti delle sessioni di lavoro: la costruzione sociale delle donne, pornografia e violenza sessuale, maternità e maternità surrogata, il bel-corpo, l’approccio storico al corpo di genere, il corpo lesbico,  ecc. 21-22 novembre a Dublino. Registrazione obbligatoria. Partecipazione internazionale ‘alta’ e molte relazioni con titoli significativi. Poche le presenze italiane: Nicla Vassallo (Genova), Carlotta Cossutta (Verona), Valeria Venditti (Roma), Cristina Amoretti (Genova).

Impressionante l’assenza della psicoanalisi: solo perché è una Società di Filosofia?

Se possible, da non perdere. Rimane la malinconia per la mancanza di un equivalente italiano sia della Society che di un evento di questo tipo e portata. (enrico pozzi)

Link: 

di Enrico Pozzi –
– 6 Settembre 2014

Cosa avviene all’identità quando il proprio volto viene viene mutilato gravemente e perde forma? E cosa avviene all’identità quando sembianze di forma gli vengono più o meno restituite? La 1a Guerra è stata un crudele laboratorio di massa intorno al rapporto tra il volto, lo schema corporeo, l’identità personale e l’identità sociale. Un seminario a cura dell’Università di Durham e del Wellcome Trust affronta il nodo delle “gueules de bois” dalla prospettiva dei dilemmi riparativi e risarcitori della chirurgia di guerra. Il CORPO tornerà su tutto questo nel Diario paranoico-critico a proposito di un libro italiano recentissimo. Per il momento, vale la pena di prestare attenzione a questo incontro. L’organizzatrice e relatrice è Suzannah Biernoff, Senior Lecturer al Dept of History of Art at Birbeck (University of London). Si occupa da qualche anno di storia del corpo, in particolare nella Grande Guerra.  Ulteriori dettagli qui: https://www.dur.ac.uk/resources/cmh/PotraitsViolence_Sept18.pdf

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