Un documento affascinante e inquietante. Il Sacro del potere cui la Religione serve da supporto marginale.
La catastrofe naturale dell’uragano Harvey toglie potenza alla Potenza carismatica e salvifica di Donald Trump. Occorre ripristinarla in un rito mediatico pubblico gestito dal Pastore Jeffress e da alcuni altri Pastori sapientemente multirazziali. Arcaiche le parole. Arcaico il cerchio dei corpi e il toccamento delle mani protese, gesto esemplare della taumaturgia e circuito corporeo della Potenza restituita. Arcaici i richiami alla Coppia Regale Divina. Arcaiche le posture dei volti, entusiaste di dio. Arcaico il tono.
Tutto arcaico, nel cuore della modernità. Il disincantamento del mondo così fragile rispetto alla domanda di incantamento che sale dalla paura.
Il corpo di Donald Trump, nella sua pochezza e nella sua maschera ridicola, è irrilevante. E’ un altro corpo, il doppio Corpo del Re Taumaturgo. Kantorowicz e Marc Bloch, con sullo sfondo il Potere carismatico weberiano che cerca di restaurare la prova del suo rapporto privilegiato con la Potenza, la capacità di tenere a bada la Natura catastrofica.
Da vedere e rivedere. (enrico pozzi)
Misurata (Libia), 22 ottobre 2011. Alcune ore dopo l’uccisione di Gheddafi, il portavoce del consiglio militare di Misurata, Fathi al-Bashaagha, dichiara che l’autopsia sul cadavere «non verrà fatta nè oggi nè mai. Nessuno sta per aprire il corpo di Gheddafi»
Dopo più di 40 anni è possibile vedere di nuovo Privilege di Peter Watkins. Uscito in Inghilterra nel 1967, ebbe vita brevissima nelle sale cinematografiche, e da decenni giravano solo edizioni pirata in vhs, di pessima qualità visiva e sonora.
Il film racconta l’intreccio tra potere, costruzione del consenso, star system e musica pop. Il potere è un’Inghilterra bipartisan dove Laburisti e Conservatori governano insieme, senza opposizione alcuna.
Come ha scritto Max Weber, il leader carismatico deve dimostrare continuamente che la potenza del carisma sta ancora in lui, e che è ancora il portatore di doni straordinari.
Nei periodi di crisi, questa dimostrazione è al tempo stesso più difficile e più necessaria. Quando la realtà non aiuta, occorre un sovrappiù di immaginario, e bisogna tirare in ballo le forme più primitive della potenza, quelle legate al corpo e alla sessualità.