Tag: sessualità

di Enrico Pozzi –
– 23 Luglio 2025

A Roma, il 9 ottobre. Il 3° incontro di Ospitare lo straniero-vicino”. Nuove frontiere cliniche sul corpo in adolescenza in ottica winnicottiana.

Alessandra LEMMA  (British Psychoanalytical Society) presenterà un suo lavoro inedito: Sul non avere tutto: esplorare l’uso feticistico delle donne trans da parte degli uomini eterosessuali. Discussant Anna Maria NICOLO’ (SPI). Introduzione di Laura ACCETTI (SPI).

Un tema bello, un ciclo dal titolo potente, relatrice e discussants che non hanno certo bisogno di presentazione, un fantasma

di Enrico Pozzi –
– 21 Gennaio 2025
Da anni è attivo all’Università de L’Aquila un gruppo di lavoro che si occupa di vitalità insolite dei corpi. Hanno fatto cose molto interessanti (vedi CIRQUE-Centro Interuniversitario di Ricerca Queer, https://cirque.unipi.it/ ).
Ne sono parte amici che IL CORPO stima molto e che hanno partecipato all’incontro LA PELLE E L’EFFIGIE al Castello di Rocca Sinibalda: Massimo Fusillo (Normale di Pisa, Rivista NON – A Journal of Alternative Sexualities in Ancient and Modern Literature and the Arts), Mirko Lino (Università de L’Aquila).

di nelson hilton –
– 17 Maggio 2023

« I neonati popperanno gli occhi bagnati delle loro madri » dice lo shakespeariano Duca di Bedford nella Prima Parte dell’Enrico VI, v. 50. Bedford prevede gli anni miseri che seguiranno la morte del re e aggiunge, sviluppando l’immagine, che l’Inghilterra « sarà nutrita di lacrime salate ». È la metafora dell’occhio/capezzolo e del volto/seno, studiata per la prima volta da Renato Almansi nel suo articolo « The Face-Breast Equation »1. Almansi si basa a sua volta su ricerche precedenti.

Nel 1938 lo psicoanalista viennese Otto Isakower aveva pubblicato «A Contribution to the Patho-Psychology of Phenomena Associated with Falling Asleep »2, l’articolo classico che identifica il cosiddetto « fenomeno Isakower ». Nella successiva descrizione di un ricercatore, questo evento ipnagogico

è caratteristicamente ricordato o rivissuto dall’individuo come la sensazione visiva di una grande massa pastosa e nell’ombra, di solito rotonda, che si ingrandisce avvicinandosi sempre più al suo viso e si gonfia fino a raggiungere dimensioni gigantesche minacciando di schiacciarlo, per poi ridursi gradualmente e allontanarsi. Spesso si ha la percezione indistinta di una forma violacea simile all’area del capezzolo del seno. La massa che si avvicina sembra diventare lentamente parte di lui, oscura i confini tra il suo corpo e il mondo esterno e sfoca sempre più il suo senso di sé. Tutto ciò è tipicamente accompagnato da sensazioni di ruvidità tattile sulla pelle e all’interno della bocca e da un sapore lattiginoso o salato in fondo alla gola. Spesso si avvertono sensazioni di galleggiamento o di perdita di equilibrio. Altro aspetto interessante: alcuni individui ricordano di aver prodotto volontariamente l’esperienza o di averla prolungata.3

Seguendo Freud, Isakower sostiene che « quando ci addormentiamo, l’Io ritrae il suo interesse e i suoi investimenti dal mondo esterno » [336]. Questo ritiro graduale permette la « rinascita di atteggiamenti dell’Io molto precoci », e Isakower asserisce che i fenomeni da lui riportati rappresentano impronte di « immagini mentali di suzione del seno materno e dell’addormentarsi al seno una volta soddisfatti » [341]. Hilda Doolittle offre un possibile analogo del fenomeno quando parla dell’esperienza apparentemente allucinatoria che descrisse a Freud come « la sensazione trascendentale dei due globi o dei due semiglobi trasparenti che mi racchiudevano ». Il saggio di Isakower non era ancora stato pubblicato e Freud evidentemente acconsentì alla supposizione della poetessa di essere tornata al grembo materno in « una qualche forma di fantasia prenatale »4.

Bertram Lewin, in una serie di articoli pubblicati tra il 1946 e il 1953, ha discusso il fenomeno Isakower in relazione a quello che ha chiamato « lo schermo del sogno » e anche « la classe dei sogni vuoti ». Per Lewin, « lo schermo del sogno » costituisce un elemento visivo nel conglomerato isakoweriano di allucinazioni visive e non visive relativamente informi. Come suggerisce il nome, lo «schermo del sogno » di Lewin è lo sfondo su cui il sogno proietta le sue immagini: « È piatto o quasi, come la superficie della terra, perché è geneticamente un segmento dell’ampia rappresentazione dell’emisfero mammario elaborata dal bambino »5. La terza categoria di Lewin, la classe dei sogni vuoti,      [……..]

di IL CORPO –
– 15 Marzo 2023

La rivista esiste dal 2009 ed è stata plasmata dall’influenza di Judith Butler e Monique Wittig. Diversi numeri sono di grande interesse. Tutti i fascicoli online, liberamente scaricabili.

Per il numero che uscirà nella seconda metà di quest’anno, le curatrici propongono il tema di una ritraduzione concettuale della etereosessualità in eteronormatività. Le ragioni della proposta sono presentate in dettaglio nello appel à contribution qui: https://journals.openedition.org/gss/1284

A IL CORPO il linguaggio pare poco trasparente, più di identità e appartenenza  al  ‘noi’ che di apertura all’esterno. Ma il gruppo è serio, francofono e non solo francese. La scadenza per le proposte è molto vicina.

 

di Enrico Pozzi –
– 13 Aprile 2016

Lunedì 18 aprile , IL CORPO 4/15 sarà on line sul sito www.corpo.com. Articoli e saggi su: la pelle e la nascita della dermatologia moderna, l’Ebreo in quanto Jack lo Squartatore, le molteplici varianti del cannibalismo politico, una vicenda erotica di gruppo, l’etnocentrismo critico e la fine del mondo di Ernesto de Martino, una installazione di V. Padiglione sul corpo del migrante, tre frammenti poetici di Ingeborg Bachmann sul confine ecc.

di Enrico Pozzi –
– 19 Ottobre 2015

La psicoanalisi ha qualcosa da dire intorno al Male e alle forme estreme di distruttività? Una domanda che dovrebbe essere ineludibile. La ha affrontata  il Centro Psicoanalitico di Roma (Società Psicoanalitica Italiana) il 17 ottobre scorso con una giornata intensa di relazioni e discussioni organizzata da Andrea Baldassarro e Manuela Fraire. Dopo l’introduzione di Baldassarro (Perché il Male. La psicoanalisi e i processi distruttivi), gli interventi di Marco Francesconi e Daniela Scotto di Fasano (Pulsione e repulsione di morte. Una riflessione sull’incomprensione maligna), di Roberta Guarnieri (Il male imprescrittibile), di Riccardo Galiani (Tracce del disumano), di Francesco Castellett y Ballarà (La psicoanalisi si interroga sulla guerra e sulle sue conseguenze), di Marina Malgherini (L’opera del sacrificio. Uno studio psicoanalitico), di Enrico Pozzi (La purezza e il massacro. Alcune metacategorie della distruttività estrema). Ha concluso i lavori Manuela Fraire con L’eterno ritorno dell’oggetto rimosso. 

Presto il volume con tutte le relazioni. Sarà un’occasione per tornare a parlare del molto che è stato detto, e del moltissimo che rimane da percorrere.

di IL CORPO –
– 10 Ottobre 2015

La rappresentazione di un corpo chiuso e internamente cavo è frequente nelle espressioni idiomatiche e formulazioni poetiche degli ultimi secoli. Tuttavia la pelle non è sempre stata concepita come un confine lineare. Lo è diventata solo nel corso di un lungo processo avviatosi nel Rinascimento. In questa trasformazione hanno svolto un ruolo di primo piano la storia dell’anatomia umana a partire dal XVI secolo – in quanto storia del ‘superamento’ della pelle – e quella della dermatologia, la cui nascita si colloca intorno al 1800; ma anche il cambiamento che ha avuto luogo nella mentalità collettiva, quando dalla rappresentazione di un corpo poroso, aperto e al tempo stesso grottescamente intrecciato con il mondo, si è passati a un corpo individualizzato, monadico e borghese, del quale il soggetto si considera un ‘abitante’.

Questo capitolo definisce gli snodi epistemologici e le pratiche culturali che hanno condotto alla ricodifica simbolica della pelle come confine definitivo del corpo. Tratteremo anzitutto le svolte nella ristrutturazione collettiva del concetto di individualità, quindi le acquisizioni medico-igieniche, infine il rapporto fra produzione di sapere e rappresentazione artistica in anatomia e dermatologia. Poiché questo processo di trasformazione appartiene alla longue durée, risulta impossibile affrontarlo nella sua interezza. In questa sede ci limiteremo a prendere in esame alcuni aspetti della storia della nascita del pensiero ‘moderno’ sulla pelle come conclusione e confine superficiale del corpo.

Michail Bachtin (1995) ha mostrato che nella cultura popolare europea scompare poco a poco la rappresentazione del corpo dominante dal Medioevo al Barocco. Si afferma un nuovo canone corporeo, «il corpo espressivo, finito, rigorosamente delimitato, chiuso all’esterno, mostrato dall’esterno, non mescolato con l’ambiente circostante ed individuale. Tutto ciò che sporge e che fuoriesce dal corpo, tutte le protuberanze, le escrescenze e le ramificazioni, vale a dire tutto ciò con cui il corpo supera i propri confini e dove un altro corpo inizia, viene separato, accantonato, nascosto e attenuato. Tutte le aperture che conducono all’interno vengono chiuse» (tr. it., p. 361). Questa nuova concezione contrasta con quella del corpo grottesco, nel quale si condensa una rappresentazione a noi estranea del complesso corporeo e dei suoi limiti. Nel corpo grottesco i confini fra corpo e mondo e quelli fra singoli corpi corrono in modo sostanzialmente più indifferenziato e aperto che nel canone corporeo moderno: proprio ai confini del singolo corpo si presenta la condizione di mescolanza e intreccio con il mondo, le parti sporgenti (ad esempio il naso o il ventre) vengono concepite comese si ‘proiettassero’ nel mondo, cosicché l’interno del corpo fuoriesce e si ‘mescola’ con l’esterno. Nell’esistenza di questo corpo grottesco, gli eventi principali si verificano dunque mediante altri corpi o ‘sostanze’. Bachtin adduce come esempi di tali

«atti del dramma del corpo», che hanno luogo al confine fra corpo e mondo, il mangiare, il bere, la digestione e l’escrezione, il contatto sessuale, il parto, la malattia, la morte e la decomposizione1.

La logica artistica del grottesco ignora le zone chiuse, uniformi e lisce della superficie corporea e tiene conto solamente di escrescenze e orifizi,

di Enrico Pozzi –
– 18 Dicembre 2014

In corso a Venezia la più interessante iniziativa recente di Body Art al livello internazionale. Ritual Body – Political Body è il tema della 2a Venice International Performance Week, in corso a Palazzo Mora. Oltre 50 artisti conosciuti e meno conosciuti lavorano fisicamente intorno a due aspetti-chiave interconnessi del corpo come costruzione sociale: segno, sintomo, incarnazione dell’ordine e della possibilità del disordine. 

Già nel 2012 la 1a Performance Week aveva affrontato un tema potente: Corpo ibrido – Corpo poetico.
Questa volta il focus

di Enrico Pozzi –
– 19 Novembre 2014

Una immagine fotografica di Man Ray condensa livelli multipli di senso, esprime la natura viscerale della preghiera, trasforma la pancia e i suoi dintorni negli organi del rapporto con il divino. Man Ray lettore del grande Ernest Jones, che fece concepire la madonna attraverso l’orecchio? Probabilmente no, eppure la sua icona sovradeterminata contiene Ernest Jones e molto altro: Bachtin, Schneider, van der Leeuw, il Rimbaud di Voyelles, Histoire d’O, Hans Bellmer, Kiki de Montparnasse, il sedere di Lee Miller, la luce sterile della luna, dio come forma frusta del sacro, ecc. Da leggere e da vedere nell’ultimo n. de IL CORPOhttps://www.ilcorpo.com/it/rivista.htm.

di Enrico Pozzi –
– 4 Novembre 2014

E’ il più interessante convegno del 2014 sul tema del Corpo (femminile) di genere. Oltre 40 relazioni lo affrontano da una prospettiva filosofica e sociopolitica. Tra gli argomenti delle sessioni di lavoro: la costruzione sociale delle donne, pornografia e violenza sessuale, maternità e maternità surrogata, il bel-corpo, l’approccio storico al corpo di genere, il corpo lesbico,  ecc. 21-22 novembre a Dublino. Registrazione obbligatoria. Partecipazione internazionale ‘alta’ e molte relazioni con titoli significativi. Poche le presenze italiane: Nicla Vassallo (Genova), Carlotta Cossutta (Verona), Valeria Venditti (Roma), Cristina Amoretti (Genova).

Impressionante l’assenza della psicoanalisi: solo perché è una Società di Filosofia?

Se possible, da non perdere. Rimane la malinconia per la mancanza di un equivalente italiano sia della Society che di un evento di questo tipo e portata. (enrico pozzi)

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