FRANCESCO DIMITRI. Precipitare nella realtà. Storie del*dal Necronomicon / Collapsing into reality. Stories about*from the Necronomicon. / Sombrer dans le réel. Histoires du*à partir du Necronomicon
Il Necronomicon è un libro di magia inventato dallo scrittore pulp H. P. Lovecraft. Molti lettori credettero che fosse un vero libro, e con il tempo lo è diventato. Ecco la storia dettagliata di come è successo: un episodio che mette in luce alcuni meccanismi di interscambio tra immaginario e realtà, tra il mondo delle idee e il mondo delle cose.
Il Necronomicon è un libro di magia inventato dallo scrittore pulp H. P. Lovecraft. Molti lettori credettero che fosse un vero libro, e con il tempo lo è diventato. Ecco la storia dettagliata di come è successo: un episodio che mette in luce alcuni meccanismi di interscambio tra immaginario e realtà, tra il mondo delle idee e il mondo delle cose.
The Necronomicon is a book of magic, brainchild of the pulp writer H. P. Lovecraft. Many readers believed it was an actual book, and in time it has become real. This is the detailed story of how the construction of this delusion happened: an episode that sheds some light on the regulatory mechanisms at the crossroads between reality and imagination, between the world of ideas and the world of things.
Le Necronomicon est un livre de magie, enfanté par l’écrivain pulp H. P. Lovecraft. De nombreux lecteurs
Simone CASETTA, Fanno finta di non esserci, 5 Continents Editions, Milano 2011
Nel Museo il corpo può esistere solo come Cadavere che cerca di farsi vivo.
L’ho pensato spesso in giro per musei. Me lo ricorda ora un libro che ho ricevuto per presentarlo.
La storia che sta dietro questo libro è banale, almeno per la sua prima parte. Tra il 1941 e il 1945, Eugenio Morelli, allora direttore dell’Ospedale Forlanini di Roma, crea un Museo di anatomia nomale e patologica. Per la gestione tecnica dei reperti chiede aiuto ad un esperto tedesco, Rudolf Grützner, che li musealizza abilmente1.
60 anni dopo il fotografo Simone Casetta pubblica un volume di immagini fotografiche che ha scattato nel Museo. Il titolo è potente: Fanno finta di non esserci (5 Continents Editions, Milano 2011).
Ho il volume davanti. Come lo affronto? Le scienze sociali mi offrono perfezionati bricolage di messa a distanza. Le scienze naturali in questo caso non servono. Faccio lo psicoanalista. Riesco sempre meno a pensare senza associare, devo associare per avvicinarmi a ‘pensare’. Mi serve un metodo-ponte tra discorso logico e matrici inconsce: la paranoia come grimaldello euristico, forma logica costituita da fantasmi, Dalì, il metodo paranoico critico
Domani 20 marzo alle 18 viene presentato a Roma il volume fotografico di Simone Casetta, Fanno finta di non esserci, sulla collezione di reperti anatomici dell’Ospedale Forlanini di Roma.
Questa collezione ha pochi termini di confronto in Italia. Essa nasce dal lavoro di Rudolf Grützner, un patologo tedesco specialista nella dissezione e conservazione dei corpi, Chiamato a Roma negli anni 40 dal direttore del Forlanini, Grützner costruì un insieme impressionante di reperti anatomici che, nel caso dei feti e dei neonati, sono corpi interi.
Su questo Casetta ha messo insieme una sequenza di immagini inquietanti di morti-quasi vivi, ben riprodotte nel volume.
Presenteranno la peotessa Maria Grazia Calandrone, Fabio di Gioia e Enrico Pozzi. La presentazione avverrà presso le Officine Farneto, in collegamento con la mostra Body Worlds di Gunther von Hagen.
Per un intervista al fotografo e qualche immagine:
http://www.galerie-photo.com/simone-casetta-it.html