Tag: trasparenza

di enricopozzi –
– 1 Ottobre 2025

La bravissima performer artist e docente Marta Jovanovic organizza anche quest’anno il consueto Performance Cluster del Dipartimento di Arti Visive del RUFA-Rome University of Fine Arts, in collaborazione con Elise Morrison e con la Yale University.

Il tema è cruciale per tutti noi, e sta già tutto nel titolo del libro di Elise Morrison (Discipline and Desire: Surveillance Technologies in Performance Art, 2016).

5 giorni di performance di 9 artiste internazionali. Al centro una domanda esigente. Come possono le artiste incrinare e ripensare le strutture dominanti della disciplina e del desiderio? In che modo le tecnologie di sorveglianza possono diventare strumenti di comunicazione reciproca, invece che di controllo unilaterale?

Attraverso azioni sospese tra rischio e libertà, queste donne trasformano le tecnologie che ci osservano in strumenti artistici paradossali percorsi da un dubbio ironico: chi sorveglia chi?

La presentazione e il programma qui: https://www.unirufa.it/eventi/performance-cluster-2025-discipline-desire-surveillance/

1-5 ottobre, MAXXI Corner, Via Guido Reni, Roma. Ingresso libero.

 

di Enrico Pozzi –
– 15 Novembre 2021

Donatella DI CESARE, Il complotto al potere, Torino, 2021, Einaudi

Ben venga questo breve saggio della filosofa Donatella Di Cesare sul complotto e sul complottismo. Il tema del complotto è stato ed è un protagonista delle nostre vicende politiche, sociali, economiche, e ora anche biomediche, eppure i contributi teorici italiani di un qualche peso sono pochissimi, marginali e in alcuni casi anche viziati da accuse di plagio.

Al centro del pamphlet sta il rapporto tra complotto e democrazia. Qui il complotto non conta come possibile evento reale, ma come narrazione sociale diffusa. Nei nostri paesi a regime politico democratico, aree crescenti

di Enrico Pozzi –
– 11 Settembre 2019

L’11 settembre è stato concausa, alibi e punto di partenza di una schedatura universale degli abitanti del pianeta, con gli aeroporti come laboratorio tecnologico, politico e sociale di un assalto illimitato ai confini degli individui.

Dopo è venuto tutto il resto, il tracciamento integrale delle nostre vite, la trasparenza totale al potere e ai poteri, le gigantesche macchine private e statali.

Il controllo sociale totale come ‘modernità’ trionfante e gloriosa.

E noi complici attivi, entusiasti: servi volontari.

Quando ricordo a lezione l’assioma del liberalismo politico – lo stato e i poteri trasparenti al cittadino, il cittadino opaco allo stato e ai poteri – mi guardano strano. Ma che sta dicendo? che vuol dire? di che parla? 

Spero che qualcuno stia scrivendo un elogio del segreto, della menzogna, del sotterfugio, della duplicità, del portare una o tante maschere, della comunicazione cifrata, del non lasciare tracce, del falsificare, del confondere gli sguardi del potere.

Intanto qui metto la bella installazione che Yoko Ono ha fatto al Louisiana Museum, a nord di Copenhagen: entrare in un labirinto di vetrata trasparenza dove tutto è visibile a tutto, e perdersi nel panico psichico. Titolo: AMAZE. 

A-MAZE….. THE MAZE…. il carcere ad altissima sicurezza dell’Irlanda del Nord dove vennero rinchiusi i prigionieri politici dell’IRA, e 10 vi morirono nello sciopero della fame. Fame nel Panopticon, come strategia disperata per essere individui. Il bel film di Steve MacQueen, HUNGER. (enrico pozzi)

YOKO ONO, Amaze, Louisiana Museum (Danimarca)

 

STEVE McQUEEN, Hunger, 2008. La morte per fame di Bobby Sands nel MAZE
di Enrico Pozzi –
– 24 Novembre 2013

Un manifesto per i Big Data  [di Serena Danna, La Lettura, 24 novembre, p. 6]

Il 15 novembre al Massachusetts Institute of Technology di Boston, il SENSable City Lab ha organizzato Engaging Data 2013, giornata di studio sui Big Data a partire dall’effetto Snowden. Utile, importante, fondamentale l’autocritica e il ripensamento. Meno utile, continuare ad utilizzare il concetto/valore di trasparenza come se dovesse bastare la chiarezza sull’uso delle informazioni  raccolte e sul loro utilizzo a trasformare i Bad Data in Good Data. Dobbiamo interrogarci sulle componenti emotive delle nuove strategie di costruzione dell’identità del soggetto. Perché c’è bisogno di condividere ogni viaggio, ogni festa, ogni cena, ogni parto su Facebook? La regolamentazione sull’uso dei dati deve andare di pari passo con la costruzione sociale dell’importanza e del valore della priviacy e con la rifondazione del desiderio di intimità.

 

L’ossessione dell’apparenza  [di Gabriele Romagnoli, la Repubblica, 24 novembre, p. 43]

1. Ricordati che anche se non appari continui ad esistere ugualmente …“: un decalogo per cominciare a ridiventare intimi, innanzitutto con se stessi.

 

Elogio della discrezione  [di Anais Ginori, la Repubblica, 24 novembre, p. 42]

Intervista al filosofo Pierre Zaoui che ha pubblicato La Discrétion: Ou l’art de disparaître. Selfie, l’autoritratto con smartphone condiviso sui social media, è la parole del 2013: l’uso è cresciuto del 17mila % in un anno. Zaoui contrappone all’ossessione dell’apparire, la definzione di discrezione di Proust:” E’ il privilegio di poter assistere alla propria assenza “. Per Zaoui la discrezione diventa:” Una forma di dissidenza nella società panopticon in cui tutto e tutti è guardato, osservato, schedato “.

di IL CORPO –
– 21 Marzo 2013

Popper, la morte di dio, il pene di Berlusconi, il contante, l’Evasore fiscale, le streghe, il Prof e l’infanticidio, lo stato d’eccezione, la trasparenza, Gabanelli Milena, Rodotà Stefano, il terremoto, un amico di Letta Enrico ecc

 

Paranoia. Immaginiamo complotti per colpa della morte di dio?

Lo pretende Karl Popper, in qualche pagina di Conjectures and Refutations. « La teoria sociale della cospirazione non è altro che una forma di […] teismo, di una fede in divinità i cui capricci e desideri governano ogni cosa. De-riva dall’abbandono di Dio e dalla conseguente domanda: Chi c’è al suo posto? […..]

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Sono tornati gli Gnomi di Zurigo. Paranoia, crisi e capro espiatorio

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Gestire (in)felicemente la catastrofe. Colpa collettiva e capro espiatorio nel terremoto d’Abruzzo

La catastrofe naturale ci ricorda quanto è arbitrario pensare che l’ordine abituale della realtà sia certo. Non è logicamente necessario che domani sorga il sole, ma è psicologicamente intollerabile andare a dormire con questa ipotesi in testa. Ci aggrappiamo ad una rappre-sentazione metafisica e magica delle ‘leggi di natura’, e ci sforziamo di definire ‘eccezioni’ i comportamenti delle cose che sono conformi a leggi ma non sono conformi alle nostre abitudini cognitive e di vita [•••••]

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Contro la trasparenza. A proposito di un sinistro articolo di Stefano Rodotà, urgrillino honoris causa

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Contro la trasparenza. Perché Berlusconi non riesce a pensare che il pene di Berlusconi riguarda solo Berlusconi

La vicenda Noemi-Papi-Veronica-Villa Certosa-La Repubblica ecc ecc è una ennesima dimostrazione del confine labile tra politica e folie à plusieurs, tra costruzione del consenso e pensiero paranoico, tra immaginario sociale e ideologia. […..]

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Contro la trasparenza. Corrotti, omofobi e La Repubblica

Vicenda Balducci, Anemone e soci. Il 3 marzo La Re-pubblica titola: «Su Balducci l’ombra della prostituzione gay». L’articolo cita le intercettazioni, riferisce i verbali, non dimentica i particolari che contano per capire meglio.

Ehiem e Renzi sono espliciti nei dettagli con cui ragguagliano il cliente su tipo di prestazione e qualità dei ragaz-zi da portare agli incontri. «Angelo… Io non ti dico altro. È alto 2 metri, per 97 chili, 33 anni, completamente attivo», spiega il “religioso” a Balducci in un format che si ripete e che varia solo nelle misure […..]

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Paranoia e potere. Quando si riesce a governare solo con le emergenze.

È la vendetta postuma di Carl Schmitt. «Sovrano è chi decide sullo stato di eccezione» (Teologia politica). Lo stato d’eccezione domina la legittimazione del potere contemporaneo. Una serie ininterrotta di emergenze, cri-si, catastrofi, minacce, pericoli locali e planetari pervade il discorso politico, l’economia, l’equilibrio del cosmo, l’ordine della natura, la vita dei corpi […..]

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Contro la trasparenza del cittadino.

Ogni Sovrano auspica la trasparenza totale dei sudditi. Ogni suddito dovrebbe aspirare alla trasparenza totale del Sovrano in quanto sovrano, e non in quanto individuo. Il potere non abbia segreti, l’individuo goda del massimo di segreto possibile. Di fronte alla onnipotenza tendenziale del potere, al cittadino non rimane che difendere con la massima energia il suo diritto/dovere a nascondersi  […..]

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Paranoia, denaro e trasparenza.. Gabanelli Milena toglie lo sterco al demonio

Prosegue la lotta poderosa della Gabanelli Milena con-tro la puzza dello sterco del demonio. Il suo intervento più recente sulla prima pagina – come da contratto – del Corriere della sera del 15 aprile esprime ormai tutta la potenza visionaria del suo pensiero, che in questo caso è una felice sintesi di testa e di pancia. […..]

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Sterco del demonio. Nella gara al più paranoico, finalmente un concorrente per la Gabanelli

Quando il discorso paranoico diventa una componente fondamentale del discorso politico, c’è una sola certezza: ogni paranoico trova un altro più paranoico di lui. In gara con la Gabanelli, entra alla grande l’on. Francesco Boccia, deputato del PD, coordinatore delle Commis-sioni economiche della Camera, con il suo intervento su L’Unità del 18 aprile […..]

di Enrico Pozzi –
– 18 Giugno 2012

Una famiglia moderna e politicamente corretta. Corpi sempre nudi, porte sempre aperte o tolte via, sincerità totale, trasparenza della pelle e della mente, sesso esplicito e a vista, il panopticon, l’Io casa di vetro.

Il fratello maggiore va all’estero per uno scambio culturale. Lei comincia a ingrassare senza fine.

Anni di analisi. Riesce ad avere un figlio. Continua a combattere con la madre interna che le ordina di dimagrire. Pensa che tutto nasca dal suo rapporto con la madre. Ovviamente non dimagrisce, ma almeno riesce a non ingrassare ancora.

Compra una casa con i soldi della liquidazione del padre. Mentre fanno i lavori, torna a vivere a casa del padre e della madre insieme al bambino e al compagno. Rende la loro vita un inferno per tenerli a distanza in attesa di andarsene.

Odia i soldi che il padre le ha dato. Non vuole il legame del dono. Ne parla per ore. Sono un pegno d’amore.

Di colpo capisce. Quando il fratello è andato via lei è rimasta sola con la madre, e con il padre. Esposta alla violenza del fantasma dell’incesto. Decide, non lo sa ma decide, di farsi grassa e brutta, repellente contro il padre e il proprio desiderio del padre. Senza fine, finché non si esaurirà la forza dell’incesto. Quando lei potrà staccarsi finalmente da quel fantasma di padre non con la messa a distanza delle liti o della repulsione coltivata del suo corpo grasso, ma con una separazione finalmente autentica.

di Enrico Pozzi –
– 19 Marzo 2012

Domani 20 marzo alle 18 viene presentato a Roma il volume fotografico di Simone Casetta, Fanno finta di non esserci, sulla collezione di reperti anatomici dell’Ospedale Forlanini di Roma. 

Questa collezione ha pochi termini di confronto in Italia. Essa nasce dal lavoro di Rudolf Grützner, un patologo tedesco specialista nella dissezione e conservazione dei corpi, Chiamato a Roma negli anni 40 dal direttore del Forlanini, Grützner costruì un insieme impressionante di reperti anatomici che, nel caso dei feti e dei neonati, sono corpi interi.

Su questo Casetta ha messo insieme una sequenza di immagini inquietanti di morti-quasi vivi, ben riprodotte nel volume. 

Presenteranno la peotessa Maria Grazia Calandrone, Fabio di Gioia e Enrico Pozzi. La presentazione avverrà presso le Officine Farneto, in collegamento con la mostra Body Worlds di Gunther von Hagen. 

Per un intervista al fotografo e qualche immagine: 
http://www.galerie-photo.com/simone-casetta-it.html

di Enrico Pozzi –
– 31 Gennaio 2012

Quando ha iniziato le pubblicazioni, Il Fatto Quotidiano ci ha fatto sperare. A distanza di 2 anni, prendiamo atto che è solo uno dei poli più attivi della produzione italiana di paranoia sociale e politica. Redditizia, ma pur sempre paranoia.

28 gennaio. Blog di un tale Pino Corrias, dirigente RAI. Invoca la caccia alle streghe, evoca (che originale!) SUV e volpi argentate, chiede le gogne pubbliche, proclama la bontà della trasparenza totale dell’individuo di fronte al potere e allo Stato, esige più galera e la rieducazione coattiva, e se la prende prevedibilmente con gli Gnomi di Lugano e con gli Shylock banchieri di casa nostra. Ma anche, più misteriosamente, con Freud e confratelli.

di Enrico Pozzi –
– 26 Novembre 2011

Corriere della sera, 25 novembre.

Capi si nasce. Gabanelli è chiaramente nata capa. Entrata alla grande nel Club dei Paranoici, sgomita per salire. Ha le due cose che servono: lo stile paranoideo, e l’idea fissa ripetuta senza requie, tipo i “comunisti” di Berlusconi. Ma lei ha una marcia in più: è colta, ha letto Lutero, i soldi sono lo sterco del demonio, e a lei la puzza non piace, meglio la plastica delle carte di credito.

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